Lavagna, le opposizioni non mollano: “Verificheremo la posizione di Barbieri”

Lavagna. I consiglieri di opposizione Stefani e Pittau di Officina Lavagnese, Corsi e Maggi di 100% Lavagna e Di Martino del Movimento Cinque Stelle diffondono oggi una nota congiunta, all’indomani del primo consiglio comunale dell’era Mangiante e parlano di “totale disapprovazione sulla scelta, operata dal nuovo Sindaco di Lavagna e della maggioranza che lo sostiene, di indicare l’avvocato Matteo Barbieri come Presidente del Consiglio Comunale, affidandogli altresì la delega al Personale”.

Così prosegue la nota dei cinque: “Gli scriventi ritengono che la delega in questione non sia compatibile con il ruolo di difensore che l’avvocato Matteo Barbieri ha ricoperto nel processo “I Conti di Lavagna” come legale difensore dell’imputato Luigi Barbieri, nei cui confronti il processo non è stato ancora definito. In tale veste, infatti, si è posto in contraddittorio con il Comune di Lavagna e con i suoi dipendenti; inoltre non si può escludere che tale situazione possa ripresentarsi anche in eventuali ulteriori fasi processuali.

I Consiglieri di opposizione sottolineano che la carica di Presidente del Consiglio Comunale, di norma utilizzata nei comuni superiori a 15.000 abitanti, e prevista anche nel nostro Statuto Comunale, dovrebbe servire a garantire l’imparzialità della discussione in Consiglio nonché una netta distinzione tra l’attività politico- amministrativa della giunta e del Sindaco e quella di controllo esercitata dal Consiglio Comunale. Proprio per la peculiarità della sua funzione, il Presidente del Consiglio non dovrebbe essere incaricato di deleghe, come quella al Personale, che, di norma, sono di competenza della giunta.

La scelta operata dal nuovo Sindaco e dalla maggioranza che lo sostiene, effettuata peraltro senza il coinvolgimento delle forze di opposizione nel Consiglio Comunale, appare totalmente inopportuna e lesiva delle prerogative del Consiglio Comunale. Per tale ragione I consiglieri di opposizione, con decisione unanime, abbandonano l’aula consiliare non partecipando all’elezione del Presidente del Consiglio Comunale.

Gli scriventi si riservano inoltre di approfondire la materia e, se del caso, di richiedere alle Autorità competenti un intervento su tali atti”.