E LA CHIAMANO ESTATE, MA SENZA LE FESTE PATRONALI
E la chiamano estate, cantava negli anni ‘60 Bruno Martino, ma quella del
2020 sarà un’estate diversa per il dramma che stanno vivendo l’economia il
turismo, la cultura. Eliminati concerti, spettacoli, eventi, il segno sarà negativo
anche le feste patronali che in riviera. Le feste di Bogliasco, Sori, Recco,
Rapallo, Chiavari, Gattorna, Cicagna, Lavagna, Sestri Levante sono feste
popolari, laiche e religiose insieme, tutte con la magia del fuoco che illumina il
cielo .
Un patrimonio culturale immateriale della costa e dell’entroterra che grazie ai
siti web specializzati e ai social network era diventato anche un motivo di
vacanza per i turisti stranieri.
Le feste patronali attirano e muovono decine di migliaia di persone, sono
importanti risorse economiche per il territorio e per le località che le ospitano,
sono l’anima laica e religiosa di una comunità. Una ricaduta pesante per la
cultura e tradizioni popolari secolari, ci viene da ricordare quella dei portatori
di Cristi.
Anni fa, l’Unione Europea aveva presentato un progetto a sostegno delle
tradizioni artistiche e popolari di cui non si è saputo più nulla.
Sarebbe opportuno che qualche addetto culturale- ce ne sono tanti in giro-
ne verificasse l’eventuale esistenza in qualche file nascosto negli archivi
digitali a Bruxelles.
Una risposta
Quel che dispiace di tutta la faccenda è che un’elitè di irresponsabili, per chissà quale disegno distorto hanno preso per i fondelli qualche miliardo di persone ed han causato centinaia di migliaia di morti (per ora)