Lavagna, l’estate del Covid: i commercianti ed un piano per l’uso del suolo pubblico

Lavagna. Si è tenuto questa mattina un incontro tra il sindaco di Lavagna con la sua giunta, i tre Civ e l’associazione dei RistoBar. Ad indire la riunione è stato il Comune dopo una lettera contenente alcune richieste avanzate dai commercianti, per un confronto su come affrontare questo complicato periodo di emergenza.

L’obiettivo dichiarato dall’amministrazione è quello di coinvolgere le varie categorie, in un progetto attento alle tante e svariate richieste, procedendo all individuazione delle modalità che consentano di affrontare al meglio le varie fasi che si susseguiranno. Il sindaco, Gian Alberto Mangiante, prevede “aggiornamenti periodici” e convoca già per la prossima settimana “il secondo tavolo di lavoro”.

L’assessore al Commercio Danilo Bersaglio intanto commenta: “Vogliamo essere presenti e vicini alle attività commerciali, per una auspicata ripresa, cercando dove possibile, di intervenire con idee che possano agevolare tutti e non solo una parte. Penso all’ampliamento della concessione del suolo pubblico, creando aree commerciali in zone pubbliche regolamentate”.

Bersaglio ha colto anche l’occasione per spiegare che per quanto concerne il capitolo taglio e sfalcio dell’erba nelle aiuole: ora è ripreso e lo stop era stato imposto, per determinate mansioni, dalla normativa legata all’emergenza Covid-19.

Tornando al tessuto economico commerciale, così prosegue l’assessore: “Abbiamo dato indicazioni su come vorremmo portare avanti la nostra idea in questa fase ancora delicata, capiamo le esigenze di ciascuno, sarà difficile al momento attuare modifiche a causa del dissesto del quale tutti siamo a conoscenza. Intanto, però, abbiamo pensato di concedere maggior parte di suolo pubblico, specificando le aree pedonali e chi ne voglia fare richiesta, dando vita ad una specie di grande servizio all’aperto in determinate aree mai usufruite finora – entra nello specifico Bersaglio, in attesa che i commercianti la prossima settimana presentino un progetto ad hoc -. Proviamo a rivedere alcuni spazi pubblici, che potremo dare in gestiore in questo momento sorico”. L’Assessore ricorda poi che come stabilito durante l’ultimo consiglio comunale, potrà non pagare la Tari chi non era presente durante la fase di emergenza. “Noi speriamo di poter ripartire il prima possibile, il commercio a Lavagna è il cuore pulsante, abbiamo visto tante saracinesce abbassate con tutto ciò che comporta…”

Pensando alle aree (pedonali e pubbliche) che potrebbero esser fruttate in questo momento, potrebbero esserci piazza Vittorio Veneto, piazza Falcone, piazza della Libertà. Ci sarà poi da ragionare su via Dante, mantenendo la possibiltà della fascia serale di chiusura al traffico per far rivivere anche i locali della quella zona.

Il Civ Centro Storico ha ascoltato con attenzione e lavorerà al progetto come da indicazioni dell’assessore al Commercio, sentendo tutti gli associati, riferisce il vicepresidente Massimiliano Marrè. Chiesto di mantenere ordine e pulizia per continure ad essere una città accogliente, e di poter rendere libera almeno una parte della prima ora di parcheggi, quando ritorneranno a pagamento.

Anna Camporese, presidente Civ Cavi Arenelle ha lanciato la proposta (piaciuta) di un bollino di qualità: “Questa situazione deve diventare un’opportunità, occorre studiare un brand per aiutare ed identificare Lavagna, e consentirebbe di certificare chi adempie alle operazioni di pulizia, decoro e sanificaizone. Chiediamo inoltre maggiore pulizia nei sottopassi, il taglio dell’erba, e più attenzione alla zona di Arenelle, lasciata allo sbando. C’è poi la questione del posticipo delle tasse, sarebbe opportuno uno sconto su alcune – prosegue Camporese -, il sindaco ci ha spiegato che essendo Lavagna un Comune in default, non ci sono attualmemte margini di manovra, chiediamo soluzioni su come poter intervenire…Per i dehors è stato promesso un prezzo calmierato, e lo scomputo della Tari per la parte variabile, per mesi più critici ma è esigua. Infine i parcheggi, probabile che non si possano lasciare liberi, visto che esiste un contratto d’appaldo con una ditta”.

Roberto Franchini, presidente Civ Cavi Borgo, riferisce di essere ancora in una fase interlocutoria: “Apprezziamo la volontà di aumentare gli spazi per i dehors come hanno fatto Sestri Levante e Genova, occorre individuare le aree, non sarà semplice, penso ad esempio alla centralissima via Roma ma anche alla zona di Cavi Borgo dove ci sono i ristoranti, e poco spazio per pensare di poter allargare con i tavoli. E per la Tari, il sindaco ha promesso che interverrà sulla parte variabile della tariffa, tenendo conto che in dissesto non è semplice muoversi. Per l’annullamento o riduzione dell’imposta per la pubblicità nei confronti di chi fa campagne estive di promozione, come avevamo richiesto, è ancora tutto da stabilire. Penso poi alla questione parcheggi – prosegue Franchini – visto che avremo un turismo di prossimità, a livello territoriale, usufruiranno delle nostre spiagge persone vicino a noi, quindi si potrebbe andare incontro a chi si sposterà in auto, mantenendo magari anche la tariffa piena se non ci sono soluzioni, ma regalando un bonus da consegnare a chi verrà da noi da utilizzare durante un giorno feriale, in modo da far ritonare le persone”.

Danilo Camezzana, in rappresentanza dell’associazione che raggruppa bar e ristoranti, è stato il primo a voler prendere la parola: “Abbiamo tutti un urgente bisogno di capire, tanti sono in dubbio se riaprire o meno, e quando,  siamo davanti ad una forte emergenza economica.  La questione del suolo pubblico è fondamentale. La riunione, seppure interlocutoria, è stata positiva. Il sindaco ci ha ascoltato, noi presenteremo la nostra proposta e speriamo posso essere accolta, i segnali ci sono tutti”.

 

 

 

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