Chiavari, la protesta dei commercianti che non possono lavorare. Ecco le immagini

Chiavari. Una trentina di dipendenti ed un centinaio di esercenti hanno dato vita, questa mattina, a Chiavari, alla doppia manifestazione per chiedere sostegno, dopo quasi due mesi di chiusura forza per l’emergenza coronavirus. I dipendenti lamentano come non sia ancora stata erogata la cassa integrazione, che doveva arrivare, in base al protocollo concordato tra Inps e banche. “Anche il congelamento dei mutui è un enorme problema burocratico”, raccontano. Ci sono le attività, come i bar, che, con alcune modalità, possono lavorare, ma comunque, “in questa situazione non si riesce a lavorare tutti e non si fanno assolutamente le stesse ore di prima”. Ecco, quindi, la richiesta di sostegni concreti, mentre scadono bollette e rate e rimangono tutte le strette necessità quotidiane.

Sono 110, secondo quanto riferisce l’organizzatore, Gianluca Sarpi, le attività commerciali che hanno aderito alla protesta “#ioaproil4maggio”, alzando le serrande e accendendo le luci, ovviamente senza far entrare clienti in negozio. Nuove iniziative arriveranno, che non ci saranno certezze concrete sull’erogazione dei fondi promessi alle imprese. Pure in questo caso, solidali anche le categorie che possono lavorare, come l’abbigliamento per l’infanzia, che segnalano comunque un calo assoluto dei ricavi.

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