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“Ho ucciso Pino ma è stato lui ad aggredire me”

Chiavari. A sei mesi dall’omicidio di Orazio Pino, ex collaboratore di giustizia, freddato il 23 aprile scorso nel parcheggio sopra la Conad di Corso Dante, ha confessato di essere stato l’autore del delitto Sergio Tiscornia (nella foto), l’imprenditore edile arrestato a giugno.

L’uomo ha fatto ritrovare agli uomini della squadra mobile di Genova la pistola usata nel delitto, una calibro 38 special, nascosta in una intercapedine di un casolare vicino la sua casa ed è stato interrogato dal pubblico ministero Silvia Saracino. Secondo quanto riferisce l’Ansa, Tiscornia, che è difeso dall’avvocato Claudio Zadra, ha detto di avere comprato la pistola poche ore prima del delitto, da una persona di cui non ha saputo dire il nome.

Queste le frasi che gli vengono attribuite nell’interrogatorio: “Pino mi aveva detto che mi voleva parlare, dopo le denunce della mia fidanzata e sua ex amante Adriana Hernandez Escobar. Era stato minaccioso, e mi aveva dato appuntamento nel parcheggio del supermercato. Io mi ero spaventato e visto che lui era un ex mafioso ho comprato la pistola“. L’imprenditore ha detto di avere reagito a una aggressione da parte dell’ex collaboratore: “Quando sono arrivato al parcheggio, Pino aveva un coltello in mano e mi è venuto incontro cercando di colpirmi. Io ho parato il colpo e l’ho spinto contro il muro. Lui è caduto e quando ha fatto per rialzarsi ho visto che stava cercando qualcosa in tasca e allora ho sparato, ma non volevo ucciderlo. Poi sono andato via con la mia amica Stefania Gaggiani (indagata in concorso) che non sapeva nulla della mia vicenda”.

La Hernandez aveva già denunciato due volte, in passato, Pino, per la sparizione di soldi e gioielli dalla società che avevano messo insieme e, un mese prima dell’omicidio, perché si sentiva minacciata da lui. Già il giudice delle indagini preliminari aveva sottolineato che Tiscornia si sarebbe fatto “paladino” dei diritti della donna.

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