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Challenger, Sonego “brucia” due match point nel secondo set. Vince al terzo su Andreozzi. È in finale, contro Fokina

Genova. Lorenzo Sonego “brucia” due match point, nel secondo set, entra in un vortice di emozioni e pensieri poco sereni. Riemerge nel terzo, lentamente, e vince chiudendo con un ace ai danni del veterano dei Challenger, l’argentino Guido Andreozzi. Il 28enne di Buenos Aires. Sonego approda in finale all’Aon Open Challenger Memorial e Messina di scena sui rossi genovesi di Valletta Cambiaso.  Ed ora attende in vincente che uscirà nel derby spagnolo fra Davidovich Fokina e Ramos Vinolas.

Torniamo al match di Sonego. Il termine “veterano” nei confronti di Andreozzi non è per i suoi 28 anni, 4 in più del torinese, ma per il fatto che dal 2012 gioca in particolare i Challenger.

L’italiano, 49 Atp, gioca un primo set spingendo sul servizio ed entrando in campo appena possibile per chiudere col diritto. Usa anche il drop shot di diritto per accorciare la palla senza, per altro, trovare alcuna reazione dall’avversario. Il primo set vola via in 35 minuti senza particolari sussulti: 6-2. Nel secondo è meno preciso ma nonostante ciò parte avanti: 3 a 1. Annulla cinque break point all’argentino salendo in cattedra. Ma perde il servizio all’ottavo game dopo aver annullato il primo break, dei due oggetti ad Andreozzi, con un ace. Lo strappa nel nono, sospinto dal tifo di un gruppo di ragazzi che lo accompagna dall’inizio del torneo. Nel decimo game ha due match point ma non riesce a trasformarli e si fa riprendere. Merito soprattutto dell’argentino, buon doppista che dalla metà campo e vicino alla rete sa trattare la palla. Sonego va sotto 6 a 5 poi perde il secondo.

Tutto da rifare. Dopo un’ora e 54 minuti di gioco.

“Sonny” parte bene e sale 2 a 0. Ma viene ripreso subito: 2 a 2 poi 3 pari. E, “carico”, come vuole la sua “claque” e strappa il servizio compiendo una rimonta da 40 a zero: 4 a 3. Resta lucido e si oppone al ribattitore argentino palla su palla. Va sul 5 a 3.

Andreozzi tiene duro e si porta ancora sotto ma il decimo game lo perde a zero. Sonego, così, conferma la finale del 2018. Punti Atp e felicità per lui. Tutto meritati.

Nella seconda “semi”, dopo Sonego lo spagnolo Alejandro Davidovich Fokina ha fermato la corda del numero due del tabellone Alberto Ramos Vinolas.

Alejandro Davidovich Fokina ha fatto suo ottimo torneo a pochi mesi dal suo esordio nel circuito maggiore. Fra gli addetti ai lavori c’è chi lo ha paragonato a Nole Djokovic e Kei Nishikori per il modo di giocare il diritto e il rovescio bimane: nel sul palmares il titolo Wimbledon juniores.

Il match di questa sera: nel primo set contro il connazionale Vinolas, Fokina è troppo impreciso e perde 6-3 in 42 minuti. Nel secondo la musica cambia grazie proprio al giovane di Malaga (padre svedese e madre russa) che rifila un 6-2 pieno di forza e precisione racchiusa in 38 minuti di tennis esplosivo. Nella terza partita è un crescendo rossiniano con il giovane che spinge come un indemoniato. Sia di diritto sia di rovescio.

Sale 5-3 tenendo sotto pressione l’esperto avversario che pur mantenendo un buon ritmo rimanda una palla meno insidiosa dell’avversario. E il torneo, CON Fokina, ha trovato un finalista spettacolare. E molto “pericoloso” per l’italiano Sonego. Ma questa è un’altra storia, che faranno domani i due ventenni.

Felice il coach di Sonego, Giampiero Arbino

Sonego insieme al direttore del torneo Sergio Palmieri

Stretta di mano con rispetto  per Vinolas da parte di Davidovich Fokina. In alto il suo urlo liberatorio a fine match.

Lorenzo Sonego, vincitore dell’edizione 2018

Giulio Andreozzi, argentino n. 106 Atp

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