Lavagna. “La notizia che il TAR di Genova ha concesso velocemente la riapertura dei tre stabilimenti balneari del comune di Lavagna colpiti dall’ordinanza di chiusura firmata dal Segretario Comunale anziché rallegrarmi mi ha riempito di grande amarezza. Lo dico da imprenditore turistico e balneare che da più di trent’anni opera in questa località. Quest’ultimo avvenimento di per se positivo merita da parte di tutti una riflessione”. Inizia così, Roberto Franchini, presidente del Comitato Pro Lavagna, il suo commento circa quanto sta accadendo alle località realtà balneari. Franchini nella sua lettera inviata alla nostra redazione, aggiunge:
“Nel paese, che secondo la CGIA di Mestre, basandosi su dati della Commissione Europea, è penultimo nell’eurozona, solo la Grecia è peggio di noi, per la burocrazia ed i rapporti con la pubblica amministrazione, dovremmo essere abituati a simili situazioni, invece si è portati a pensare che casi del genere non possano avvenire nel nostro Comune. Purtroppo non è cosi.
L’incomunicabilità, la mancanza di trasparenza, l’incertezza giuridica e gli adempimenti troppo onerosi hanno generato una profonda incrinatura, soprattutto nei rapporti tra le imprese ed i pubblici uffici, cha ha provocato l’allontanamento di molti operatori stranieri che non vogliono più investire in Italia anche per l’eccessiva ridondanza del nostro sistema burocratico. I tempi ed i costi anche indiretti della burocrazia sono diventati una patologia che caratterizza negativamente una larga parte del nostro paese.
Nello specifico locale le nostre imprese, essendo prevalentemente di piccolissima dimensione, hanno oltremodo bisogno di un servizio pubblico efficiente ed economicamente vantaggioso, in cui le decisioni vengano prese senza ritardi ed il destinatario sia in grado di valutare con certezza la durata delle procedure. Senza inutili prese di posizione che all’opinione pubblica, ed agli stessi operatori, spesso paiono più punitive che effettivamente necessarie.
Lavagna ha pagato e sta pagando per colpe non sue, ora vi è l’assoluta necessità di contribuire tutti, imprenditori, cittadini, amministratori e pubblici funzionari, per uscire da una situazione che la città ed i suoi abitanti certamente non meritano”.