News

Incarichi in Comune e danno di immagine: come le opposizioni commentano la sentenza “Conti di Lavagna”

Lavagna. I gruppi di opposizione traggono spunto dalla sentenza del processo “Conti di Lavagna” per chiedere all’amministrazione Mangiante un corso che davvero sia di totale rottura con il passato. Sono “100% Lavagna” e “Officina Lavagnese”, in particolare, a porre le proprie richieste al nuovo sindaco, magari in materia di deleghe e incarichi o di recupero di quanto spetti al Comune come parte civile.

Dice Laura Corsi, capogruppo di “100% Lavagna”: «Dobbiamo amaramente registrare la drammatica sentenza del Tribunale di Genova che ha certificato il legame della precedente amministrazione e di noti politici locali alla ‘ndrangheta. Una circostanza di gravità assoluta che impone a tutti, sindaco e giunta in primo luogo, di prendere le distanze in modo netto ed inequivoco da tutti coloro che pur avendo ricoperto a Palazzo Franzoni ruoli di alto livello, hanno scelto di abbandonare la legalità lasciandosi coinvolgere in attività illecite che hanno gettato la nostra città in una condizione di grave declino morale e non solo. Ci auguriamo, per il bene di tutti i cittadini e non unicamente di quelli da cui ha ricevuto consenso, peraltro non rappresentativi della maggioranza assoluta, che il dr. Mangiante e la sua giunta agiscano da subito in modo energico ed efficace per ottenere dai responsabili il ristoro di tutti i gravi danni occorsi alla reputazione del nostro Comune rispettando così la volontà di ripartenza nella trasparenza e nella legalità di cui tutta Lavagna ha assoluto bisogno”.

Guido Stefani e Aurora Pittau dicono che «per la delicatezza della situazione», il sindaco debba «considerare con molta attenzione il conferimento degli incarichi e delle deleghe ad assessori e consiglieri». Spiegano che vorrebbero un assessore e non un consigliere delegato ai servizi sociali e commentano le deleghe già distribuite dicendo che «appaiono date alla rinfusa, con un’eccessiva frammentazione di materie». Due passaggi sono dati da “Officina Lavagnese” in maniera specifica: «La delega al Personale è stata conferita ad una persona, avvocato Matteo Barbieri, che ha interrogato per conto della difesa del fratello, Avvocato Luigi Barbieri, alcuni dipendenti del Comune durante l’udienza del processo “I conti di Lavagna”. Questo incarico ci appare quantomeno inopportuno» e «la presidenza del consiglio comunale, per un comune sotto i 15.000 abitanti e in dissesto finanziario non sembra assolutamente necessaria e si poteva evitare un seppur non ingentissimo costo». Inoltre, «la figura del presidente del consiglio dev’essere una figura di garanzia, e sarebbe auspicabile il  coinvolgimento dei gruppi di minoranza nella scelta e non dovrebbe avere deleghe gestionali». Mangiante ha già replicato che non sono previsti emolumenti di sorta per il presidente dell’assemblea.

Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Most Popular

Torna su
error: Contenuto protetto!