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“Spese pazze” in Regione: condannati tre attuali sindaci. Largo ai vice

Chiavari. Sono tre gli attuali sindaci coinvolti e condannati, in primo grado, che interporranno Appello, nella vicenda delle cosiddette  spese pazze”, che ha coinvolo consiglieri regionali fra il 2010 e il 2012. Oggi, come noto, sono arrivate le sentenze di primo grado.

Marco Limoncini condannato a tre anni; 2 anni e 10 mesi per Gino Garibaldi; 2 anni e 1 mese per Franco Rocca.

Ora i vice sindaci assumeranno l’incarico, in attesa dell’esito dei ricorsi che i tre proporranno. A Cicagna, Sonia Gardella, a Zoagli Carlo Cassani e a Cogorno Enrica Sommariva, nominata ieri.

Ecco gli altri condannati del Levante: Armando Ezio Capurro 2 anni e 11 mesi; Alessandro Benzi 3 anni e 1 mese; Giacomo Conti 2 anni e 1 mese. Assolto Ezio Chiesa.

Garibaldi: “Il lavoro prosegue”

Gino Garibaldi affida il proprio commento a Facebook, rimarcando che il lavoro amministrativo viene affidato alla squadra nominata ieri. Questo è il suo posto: “Piena solidarietà della squadra, il comune è pronto per continuare a lavorare. Sono innocente, ricorrerò in tutte le sedi opportune: si tratta di spese rimborsate perché previste e non anticipate”. Il post prosegue riferendo che si è avuto “un grazie da parte della Giunta, dei consiglieri e di tutta la squadra a Gino Garibaldi che si è impegnato sin dal primo istante per garantire a Cogorno un’amministrazione operativa. Coesione totale da parte di Rinnovamento per Cogorno e certezza nell’affermare l’innocenza del sindaco Garibaldi”.

Limoncini: “Una ingiustizia”

Anche Marco Limoncini aveva già affidato il proprio commenta al social network. Ecco il suo post: “Una vera ingiustizia dover pagare e così duramente per cose fatte da altri…! Non smetterò di difendere la verità, essere capogruppo politico non doveva essere controllore economico di quello che facevano fuori dal palazzo i colleghi del gruppo, ammesso che si trattasse di spese non ammissibili visto che gli uffici regionali le avvallarono e mai gliele contestarono. Proseguirò a lavorare per stabilire la realtà dei fatti con il ricorso in appello! Lo devo ai miei Genitori, alla mia Famiglia, alle persone che mi sono vicine e alle persone che mi hanno sempre sostenuto! Lo devo a chi mi ha ridato fiducia rieleggendomi Sindaco! Mi spiace, sono amareggiato perché consapevole di non aver commesso i reati, attribuiti solo perché ero il capogruppo! La beffa è che, chi li avrebbe commessi, oggi, non è stato neppure giudicato perché impossibilitato a partecipare al processo per malattia…! Chiedo veramente scusa ai miei concittadini, Lotterò ancora affinché Verità e Giustizia Prevalgano! Però, anche se oggi è una giornata indubbiamente triste, manterrò gli impegni presi come Sindaco, ovviamente finché sarà possibile, finché le norme lo permetteranno, e se, soprattutto, avrò la fiducia di voi concittadini. Continuerò ad impegnarmi onestamente, come sempre ho fatto, per la nostra amata Cicagna. Ci sono ancora tante belle cose da fare insieme”.

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