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Branzini in fuga, pescatori multati sull’Entella

La Capitaneria di Porto, nella giornata di giovedì scorso, ha multato per migliaia di euro, con sequestro dei pesci catturati e delle attrezzature, alcuni pescatori al pennello del Lido, dove proseguivano le catture di esemplari probabilmente riconducibili alla rottura delle gabbie della ditta Aqua provocata dalla mareggiata di fine ottobre (la foto è di repertorio).

Lo riferisce Umberto Righi, responsabile delle guardie ambientali della Fipsas, per poter dare corso alle precisazioni che seguono e che riportiamo integralmente:

“Da ieri gira voce che sia stato io a far intervenire la capitaneria alla foce Entella. Purtroppo non sono stato io, non merito la colpa e neppure i meriti dell’intervento. Fossi stato nella capitaneria avrei controllato dal primo giorno di fuga, non ora che il gregge è già stato in maggioranza macellato.

Anche se la mia coscienza avrebbe voluto un maggior controllo della capitaneria, non ho denunciato nessuno e ho subito come tanti la vista di tale scempio giornaliero.

In accordo con il comando Fipsas di GE, le guardie ambientali federali si sono limitate a controllare le acque interne (come loro competenza) verbalizzando in questi mesi coloro che nel fiume Entella pescavano con più canne e trattenevano branzini utilizzando bigattini in pastura e esca, e dal giorno di fuga siamo stati in servizio tutti i giorni e per diverse ore notte compresa, prendendo i dati dei presenti e tenendo lontani dal fiume chi tentava di pescare senza licenza e vi posso garantire che il numero dei pescatori era enorme (anche provenienti da fuori regione) e ci ha impegnato non poco.

Da indiscrezioni, pare che l’intervento di ieri della capitaneria, faccia parte di un vecchio filone di indagine attivato per controllare la vendita abusiva di pesce, che oltre a coinvolgere pescatori ricreativi e attività locali pare si spinga ad accertamenti oltre confine regionale.

Per cui l’intervento di ieri della capitaneria sembrerebbe molto più articolato e complesso, tanto che potrebbe avere anche risvolti penali, pertanto non compatibile con una semplice denuncia di pesca irregolare.

Non so chi ne sia coinvolto, e non mi interessa, voglio solo chiarire che né io Righi, né le guardie Fipsas operanti in zona, ne vari soci FIMA, possono essere additati come responsabili dell’intervento della capitaneria”.

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