Genova. Il greco Stefanos Tsitsipas vince in due set (7-5, 7-6) contro lo spagnolo Guillermo Garcia Lopez la 15^ edizione dell’Aon Open Challenger Memorial Giorgio Messina. E mentre il diciannovenne di Atene si getta a terra, dopo aver visto la palla dell’avversario infrangersi sulla rete, il 34enne iberico spacca la racchetta. Due immagini che sintetizzano la frustrazione dello spagnolo e la soddisfazione del giovane della next generation.
Il pubblico, nonostante fosse stipato come in un bus cittadino nell’ora di punta, è rimasto contento della finale fra il ragazzino, 161 del mondo – che salirà di 50 posizioni – e lo spagnolo 123 della classifica Atp.
La finale è stata equilibrata e la superiorità del giovane si è vista nel tiebreak quanto la maggiore freschezza gli ha permesso di mettere un adeguato spazio fra se e l’esperto terraiolo. Così, al primo match point il giovane – attento alle “indicazioni” del padre-allenatore sugli spalti – ha fatto esplodere la sua gioia, mentre l’orologio segnava 1 ora e 49 minuti di tennis. Ottantasei punti vinti dal greco, dei 158 giocati, contro i 72 accaparrati da Guillermo Garcia Lopez.
Nel doppio Jan Lennard-Struff e Tim Puez hanno alzato il trofeo in alto dopo un’ora e 38 minuti di gioco finito con due tiebreak (7-6, 7-6) a scapito di Guido Andreozzi e Ariel Behar.
La premiazione e gli interventi degli organizzatori hanno chiarito agli spettatori il lavoro che c’è stato dietro ad un evento del genere. E Mauro Iguera, guru del Torneo internazionale genovese, ha ringraziato tutti quanti hanno lavorato – oltre 200 persone – per questa edizione. Poi è la volta dei protagonisti.
” Sono soddisfatto del mio tennis – dice Guillermo Garcia Lopez – e contento per questo torneo che arriva dopo la finale di Manerbio. Il match di oggi mi conferma che sto recuperando bene” dopo un infortunio. Poche le parole del giovane greco – ascoltate anche dal sindaco di Genova, Marco Bucci – che ha ringraziato e fatto i complimenti agli organizzatori.
Fra i premiati anche il genovese Andrea Basso – per essersi distinto in questa edizione – che ha ricevuto un assegno di duemila euro quale “Premio Giovanni Calissano” , alla memoria di un uomo e padre di famiglia che ha fatto molto, anche per il tennis, prima di scomparire prematuramente. “E’ stata la settimana di tennis migliore della mia vita” ha detto Andrea Basso ringraziando e posando per le foto di rito.
Alla fine, tutti gli spettatori, o quasi, hanno dimenticato la disavventura di non aver potuto seguire il match sul Centrale, “franato” sotto l’acqua (mentre i campi 1 e 2 non hanno dimostrato alcun cedimento). La pioggia è caduta, ma non in modo eccezionale, segnale che qualche cosa, nella manutenzione del Centrale, prima del Torneo, non ha funzionato a dovere. Le lamentele di numerosi paganti non si sono fatte attendere: innanzi tutto perché una parte del perimetro del campo 1 era stata dedicata alla zona sponsor (62 presenti per l’evento) nonostante la situazione di “emergenza”. Eppoi perché coloro che aveva pagato 10 euro per un posto a sedere si sono ritrovati a dover stare in piedi nel migliore dei casi o addirittura a rinunciare alla partita.
Ultima nota positiva, extra tennistica, è stata la menzione dell’Aon Open di Genova sul sito dell’Atp, sulla prima pagina, per la raccolta di bottigliette di plastica (13mila circa) e delle scarpe sportive dismesse: queste ultime, reciclate, serviranno a creare una pista di atletica ed il fondo per giardini-parco giochi per i bimbi.
Qualche piccola curiosità relativa al prize money: il vincitore del Torneo di singolare ha incassato 18290 euro (lordi), 10,77 al finalista. Oltre seimila euro a testa per i finalisti, 3,710 per chi è arrivato ai quarti di finale, 2180 per coloro i quali sono approdati al secondo turno e 1320 per chi è entrato nel tabellone, fermandosi al primo turno.




Tutti i raccattapalle del torneo genovese sono tennisti che praticano questo sport a livello agonistico (Foto Paolo Cresta)


Una risposta
Il torneo è finito e non resta che complimentarsi con gli organizzatori, i giocatori e con il giornalista che ci ha tenuti costantemente aggiornati con articoli sempre attenti e mai superficia li. In ultimo complimenti agli “Ball kid”ed un saluto alla piccola Matilde.
Arrivederci al prossimo anno!