Piana dell’Entella, le opinioni dei sindaci e dei consiglieri regionali di maggioranza dopo il vertice a Palazzo Franzoni

Lavagna. “l comuni della Piana dell’Entella, Carasco, Chiavari, Cogorno, Lavagna e Leivi, chiedono di assumere tutti i provvedimenti necessari per giungere alla definizione di Accordo di programma che abbia ad oggetto la mitigazione del rischio idraulico della Piana, nonché la realizzazione di tutte le infrastrutture necessarie allo sviluppo del territorio e confermano l’unitarietà di intenti nel giungere in tempi estremamente rapidi alla conclusiqne delle proprie richieste”. Il docuento è stato inviato a Regione Liguria e Città metropolitana, a seguito del recente incontro tenutosi a Palazzo Franzoni, al quale hanno partecipato anche i consiglieri regionali di maggioranza. «Portare in Regione Liguria il nostro grido di dolore, e adesso passiamo ai fatti», ha commentato il primo cittadino di Lavagna Gian Alberto Mangiante. «Occorre intervenire subito, anche sul programma delle infrastrutture», ha aggiunto Gino Garibaldi. «I sindaci hanno la responsabilità della salute e della sicurezza dei cittadini, io sono critico con la Città metropolitana – ha detto a chiare lettere Vittorio Centanaro – è inutile dannosa, da Genova non sanno nemmeno i nomi degli affluenti dei nostri fiumi. Ora bisogna agire». «Prendete seriamente le nostre richieste – ha aggiunto Massimo Casaretto rivolgendosi ai consiglieri regionali – Non posso venire ogni volta alle riunioni e non si arriva mai alla soluzione concreta». «Chiavari da sempre si impegna per risolvere la mitigazione del rischio idraulico», ha ribadito la vicesindaca facente funzioni di sindaca Silvia Stanig.

Tutto condiviso dai consiglieri regionali: «Occorre ripartire, e molto velocemente, sicurezza lungo la Piana, e collegamenti infrastrutturali tra costa ed entroterra», dice Sandro Garibaldi. Secondo Claudio Muzio il documento «potrebbe essere sottoscritto anche dai consiglieri regionali». Domenico Cianci, ha ribadito di avere parlato con il governatore Toti e propone di «riprendere in mano la questione». Giovanni Boitano ha ribadito che il tema va affrontato seriamente: «Occorre redigere un nuovo accordo di programma considerando anche le infrastrutture necessarie.