EXPO FONTANABUONA SMART, IDEA VINCENTE
DOPO IL BRAND DEI PRODOTTI, TOCCA AI CONSUMATORI
E’ stata vincente la scelta- obbligata, purtroppo- di organizzare l’Expo Fontanabuona Tigullio 2020 che si concluderà domani, in versione smart. Una edizione pensata per scoprire il territorio e permettere agli espositori di mostrare i prodotti e far conoscere la propria attività in rete. E dalla rete sono arrivati ordini, prenotazioni e appuntamenti per andare a visitare la sede di una attività artigiana o di un’azienda agricola.
Il programma di Expo Fontanabuona Tigullio 2020, prevede oggi alle 8.45, una escursione al Passo del Dente, sul Monte Ramaceto con la visita alla Cappelletta e il pranzo alla trattoria “Pellegrin” di Romaggi. Alle stessa ore si aprirà il Mercatino della Val Graveglia nell’area Pertini, a Ne, alle 9,45 visita guidata , sempre a Ne, alla Miniera di Gambatesa e al “Museo delle Cose di una volta” a Reppia, con degustazione di formaggi. Alle 18, Aperitivo in vigna a Orticeto, Ognio, a cura dell’azienda agricola di Fabio Chiappara.
Domani, domenica 13 settembre a Coreglia, passeggiata ludico-gastronomica tra i boschi con giochi per bambini, musica e digressioni storiche.
E’ stato dunque un successo questo Expo in versione Smart e questo risultato deve convincere gli organizzatori a guardare avanti, a prescindere dagli scenari futuri.
Dieci giorni fa, a Ne, nel talk food con lo scrittore e giornalista Bruno Gambarotta, un esperto uomo di marketing nel campo alimentare come Gigi Mozzi, quando gli chiedemmo che cosa avrebbero dovuto fare gli operatori agroalimentari della zona per promuovere le loro aziende, rispose che non bastava offrire i prodotti, in modo virtuale o dalla bancarella, ma che prima della vetrina su internet bisognava andare a carcere i potenziali clienti e unire le forze per dare a quelle realtà famigliari la forza di una impresa capace di trovarli, i consumatori e, nel caso non esistessero per il loro mercato, capacxe di inventarli.
Mozzi, manager di lungo corso ha anche fatto un esempio , il nome di chi, pensando prima ai consumatori , centrò l’obbiettivo : Michele Ferrero che, guarda caso, anche lui, cominciò dalle nocciole.