Finite le vacanze, a settembre inoltrato, mentre i pubblicitari e gli uomini di marketing tra qualche settimana ci diranno di che colore sarà il Natale, lo scenario che il Tigullio ha davanti è di incerta evoluzione. Parliamo di turismo, cha saluta l’estate costretto a rinunciare al Salone Nautico. Niente navette dal Levante da e per il quartiere fieristico genovese per il semplice fatto che in pochi, fra gli addetti delle mille aziende presenti, hanno prenotato una camera in riviera. Hanno scelto quasi tutti Genova per essere sul posto, hanno spiegato gli albergatori del Tigullio. Non è dato sapere se la decisione è arrivata dopo anticipati e stretti contatti con Ucina degli albergatori del Tigullio, per proporre un’offerta mirata per il Salone, magari sostenuta dai comuni, o se invece tutto è successo per caso, alla buena de dios.
Voltata, in anticipo, e con un poco di tristezza, la pagina del Salone Nautico, a rilanciare la crescita turistica adesso è il nuovo Ponte Morandi. In aprile-maggio 2020 il viadotto sarà ricostruito, una rinascita che riguarda da vicino anche il territorio del Levante, che in questi mesi ha registrato vistose assenze francesi , tedesche e di tanti italiani, dovute, in gran parte, ai problemi di viabilità autostradali.
Forse sarebbe il caso che, da subito, dalle prossime fiere, TTG di Rimini, Bit di Milano e in tutte le altre occasioni utili, il Tigullio pensasse a una strategia di comunicazione, fosse pronto a informare il mondo intero dell’ imminente ritorno alla normalità.
Per evitare che i turisti di fermino a Genova. Come gli espositori del Salone Nautico.