Lavagna. Si tiene questa mattina, a Palazzo Franzoni, l’incontro con le associazioni cittadine, che l’amministrazione vorrebbe coinvolgere nella gestione della biblioteca, per scongiurarne la chiusura.“Officina Lavagnese” aveva presentato un ordine del giorno chiedendone la discussione nello scorso consiglio comunale.
Nel testo, che andrà in discussione alla prossima seduta, Aurora Pittau e Guido Stefani dicono di “esprimere la propria profonda preoccupazione sul futuro della Biblioteca civica “Serbandini-Bini , luogo culturale e sociale che ha rappresentato un fiore all’occhiello per anni del comune di Lavagna e punto di riferimento per le scuole del territorio e per molte famiglie che hanno trovato nella biblioteca un luogo di sostegno alla genitorialità, con un’offerta di qualità sotto il profilo della promozione della lettura e della cultura locale”.
Ecco il testo dell’odg:
“Premesso che:
Le buone pratiche culturali della biblioteca hanno raggiunto un numero elevato di cittadini con una partecipazione ad un’ampia gamma di iniziative formative, informative: con corsi di scrittura creativa, incontri con le scuole, gruppi di lettura, progetti di livello nazionale come Nati per leggere, attività per target differenziati in una prospettiva intergenerazionale, che ha visto coinvolti insieme anziani, giovani e bambini e tante associazioni di volontariato del territorio.
Considerato che:
target differenziati di cittadini richiedono per i loro bisogni culturali e sociali aperture adeguate della biblioteca come presidio culturale per le Associazioni del territorio, per gli studenti universitari ,che necessitano di spazio per lo studio e la ricerca e delle scuole di diverso ordine e grado che chiedono di poter portare in biblioteca le proprie classi per poter svolgere attività laboratoriali, percorsi di lettura e attività legate all’innovazione tecnologica.
Valutato che: l’attuale orario della biblioteca è di sole tre giornate di apertura settimanali, con personale insufficiente e non sempre adeguatamente formato e con una criticità che quindi può determinare un declino culturale e sociale della struttura.
Chiediamo con determinazione che si metta nuovamente la biblioteca in una condizione accettabile di funzionamento attraverso l’inserimento di personale con formazione bibliotecaria adeguata, secondo le norme UNI sulle competenze dei bibliotecario. In caso di utilizzo anche di personale delle cooperative si deve richiedere da parte dell’amministrazione che gli operatori debbano possedere comprovate e certificate competenze rispetto al profilo professionale di chi si trova ad operare in biblioteca. Chiediamo altresì l’ampliamento dell’orario della biblioteca almeno per cinque giornate settimanali. Durante il periodo estivo si deve prevedere un’apertura anche al sabato, vista la vocazione anche turistica del nostro comune.
Chiediamo che si apra un tavolo di progettazione sul futuro della biblioteca dove siano anche presenti i rappresentanti dell’Associazione Italiana Biblioteche. Vogliamo ricordare l’importanza anche civile per Lavagna di avere una biblioteca davvero funzionante, che sia luogo di formazione permanente per i cittadini e di educazione alla legalità delle giovani generazioni. Ne abbiamo tanto bisogno!”.