Il Comune di Lavagna e i documenti che non arrivano

Lavagna. Il clima è rovente solo per la temperatura vera e propria che si registra nella sala consiliare di Palazzo Franzoni. Le minoranze si astengono, fatto inusuale, sul verbale della seduta precedente, spiegando, di fatto, di non averlo ricevuto. A seguire, approvazione all’unanimità per l’istituzione delle tre commissioni consiliari permanenti, che saranno composte dai capigruppo o loro delegati: “Bene! Servivranno al funzionamento dell’amministrazione”, commentano anche le opposizioni.

Ritirata, con voto unanime, la pratica sulla definizione del gettone di presenza spettante ai consiglieri comunali per ogni seduta: un ordine del giorno di Laura Corsi chiedeva di devolverli in beneficenza stabilmente. Su proposta del presidente, Matteo Barbieri, si è rimandato alla commissione per stabilire il beneficiario. Corsi annuncia che porterà in commissione anche la proposta di azzeramento.
Si passa al voto sugli equilibri di bilancio. “Gli equilibri ci sono”, sottolinea il sindaco, Gian Alberto Mangiante, che riepiloga le sentenze da onorare e una eredità ricevuta. Fatto salvo lo stato di dissesto, non ci devono essere interventi in corso nelle finanze municipali, rispetto al biancio prebentivo redatto dall’amministrazione commissariale. Opposizioni, però, di nuovo astenute e di nuovo perchè non hanno ricevuto la relazione allegata alla pratica.
“Affronteremo questo problema dei ritardi di consegna – dice Barbieri – È da ricondurre al calo di personale che segue il dissesto. Dai 143 dipendenti ora siamo a 103, 104 e, in particolare, abbiamo un pensionamento proprio nell’ufficio ragioneria”.

La questione dei documenti allegati alle pratiche trova l’apice nella variazione di bilancio che Mangiante spiega così: “Spostiamo 500 euro, togliendoli dai 5.000 destinati all’Anpi, ovvero dal contributo più alto di tutti, per aderire al servizio della guardia medica pediatrica della Croce Verde”.

“Abbiamo tabelle sulle variazioni che nulla c’entrano con questa spiegazione”, reagiscono le opposizioni. Quindi, la maggioranza vota a favore; Di Martino, Stefani e Pittau si astengono; Corsi contraria; Maggi esce dall’aula e non partecipa al voto.