Difformità urbanistiche, a Lavagna sono chiusi tre stabilimenti. Giorgi all’attacco: “Negato il diritto al lavoro”

Lavagna. Sono chiusi tre stabilimenti balneari di Lavagna, a stagione ormai avviata. Le notifiche sono arrivate, in questi giorni, da parte del Comune, e impongono che le attività rimangano a porte chiuse, anche se, per ora, hanno manutenuto il loro presidio sul litorale, con i relativi bagnini.

Sono tredici, nel complesso, gli stabilimenti che devono sanare vecchie situazioni di natura urbanistica: procedure avviate durante l’inverno ma che non sono state concluse in tempo per la stagione. Le singole situazioni sono al vaglio degli uffici e dell’amministrazione.

Sul tema, interviene il presidente di angavaL, Andrea Giorgi, che commenta così: “Voglio esprimere solidarietà ai gestori degli stabilimenti balneari che in questi giorni vedono seriamente compromessa la loro attività.

Quello che sta accadendo ci lascia sbigottiti: non solo viene a mancare lo scrupolo rispetto al diritto al lavoro che, sembrerà strano, ma spetta anche agli autonomi , ma addirittura, lo scrupolo nei confronti dei turisti che trovano e troveranno strutture chiuse magari avendole prenotate anche per tempo. Si crea oggi per ieri l’inevitabile contenzioso amministrativo chissà perché procrastinato a stagione balneare avviata con aumento esponenziale di danni e disagi per tutti. Come al solito, assisteremo all’ennesimo scaricabarile dove i diretti interessati saranno anche messi alla gogna in piazza mentre dalla stanza dei bottoni qualcuno allargherà le braccia scuotendo la testa in segno di impotenza e disapprovazione”.