Portici di Via Roma, in Appello i privati battono il Comune

Sestri Levante. La Corte d’Appello di Genova dà ragione ai privati, nella annosa vertenza su chi abbia l’onere di mantenere i portici di Via Roma. In primo grado, il tribunale aveva sposato la tesi del Comune, assegnando la responsabilità ai proprietari dei palazzi. Nel dettaglio, la sentenza n° 813 del 3 giugno 2019 accoglie la tesi dei privati e condanna il Comune al risarcimento delle spese legali e del CTU, quantificabili complessivamente in oltre centomila euro.

Ad annunciare che, in secondo grado, la sentenza è stata ribaltata, è il consigliere comunale di opposizione Marco Conti, che spiega: “Il comune sosteneva che le pertinenze dei palazzi (terrazzi e locali cantina) erano stati realizzati su terreno demaniale e che pertanto doveva essere corrisposta un’indennità di occupazione mentre i privati, opponendosi alla richiesta, ribadivano il fatto che gli spazi contestati non appartenevano più al demanio stradale, ma al patrimonio disponibile del Comune, e che pertanto erano stati usocapiti dagli stessi che ne hanno avuto il possesso fin dalla costruzione dei caseggiati. C’è da precisare che alcuni costruttori erano anche proprietari degli stessi terreni sui cui sono sorti i portici, ma il Comune nei primi accertamenti affidati ad un professionista non ha mai verificato e controllato le piante allegate agli atti di acquisto dei terreni limitandosi solo a guardare cosa c’era sotto e sopra il porticato”.

“È chiaro – commenta Conti – che questa sentenza apre nuovi scenari sulle note problematiche dei portici di Viale Roma in quanto la Corte dimostra l’assoggettamento dei portici ad una servitù di uso pubblico e del piano di calpestio ma non dei terrazzi e delle cantine realizzate al di sopra e al di sotto del suolo. Pertanto, la manutenzione e la messa in sicurezza saranno a carico del Comune. In questi anni il comportamento del Comune di Sestri Levante è stato anche contraddittorio perché in quanto pretendeva dai privati il pagamento dell’ IMU e della tassa dell’occupazione su pertinenze che asseriva essere sue!”.