Rapallo. Se il sindaco uscente, Carlo Bagnasco, sta preparando una coalizione da sei o sette liste per sostenere la sua ricandidatura, non mancheranno gli avversari con cui confrontarsi, a maggio, sulla scheda elettorale.
Certa la corsa solitaria del MoVimento 5 Stelle, oggi rappresentato in consiglio comunale da Giovanni Federico Solari, che a Rapallo conta anche sulla presenza di un consigliere regionale, Fabio Tosi, e che a sindaco, salvo colpi di scena, candiderà Isabella De Benedetti, dipendente del Comune di Chiavari.
Saranno due, perché non si attendono aggiunte, le liste, molto attive, a sostegno di Andrea Carannante. Tra “Libera Rapallo” e “Rapallo Civica” compaiono anche ex esponenti delle amministrazioni Capurro e Costa, come Paolo Iantorno e Massimo Zero, oltre ai fedelissimi già candidati con Carannante anche sotto l’insegna del Partito Comunista dei Lavoratori. Quanto all’area capurriana, rimane incerta la corsa di Paola Tassara, già vicesindaco di Costa.
Sicuramente, è impossibile, ormai, l’alleanza tra le liste di Carannante e il Partito Democratico. Sempre a sinistra, muove i propri passi anche “Rapallo in Comune”, con il giornalista e scrittore Sandro Sansò ed il giovane Emanuele Gesino. Anche in questo caso, al momento, si tratta di corsa solitaria, anche se dal fronte del Pd non si demorde nella speranza di aggregare attorno ad un proprio candidato, ancora da definire:
«Siamo consci di non attraversare un periodo favorevole, ma ciò che ci sprona a lavorare è l’idea di poter dimostrare che anche nel nostro partito esistono persone che vogliono il bene della propria città e lavorano costantemente con impegno sul territorio – dice il segretario del circolo, Giorgio Gianello – Il PD si sta adoperando allo scopo di trovare alleanze che possano riportare il centrosinistra unito a questo incontro. Purtroppo non possiamo nascondere che esistono difficoltà di identità politica nelle varie componenti incontrate e quindi il lavoro è alquanto difficoltoso. Ribadiamo con fermezza che le nostre porte sono aperte a tutti senza preclusione alcuna, e chi vorrà condividere un programma unitario troverà in noi persone serie, capaci e amanti della propria città e dei suoi cittadini. In un imminente futuro saremo più precisi sul percorso che il Partito Democratico cittadino intenderà percorre, per presentarsi a questo appuntamento come gli compete. Pertanto lavoreremo affinché il simbolo del PD possa essere riconosciuto come il traguardo unitario per tutti i progressisti”.