Per questo mi sento di dire che questo premio è anzitutto al Da Vigo-Nicoloso. Alla preside Persia, che mi ha scelto quando non ero nessuno affidandomi responsabilità impensabili, al preside Massone che mi ha voluto confermare fiducia e stima. Ai miei colleghi, penso soprattutto alla prof.ssa Cignatta, con la quale condivido gran parte della mia vita lavorativa, e alla prof.ssa Descalzo, che rappresenta per me un’interlocutrice privilegiata per tanti aspetti della vita delle nostre sedi.
Per il Da Vigo-Nicoloso questi mesi non sono stati semplici: siamo finiti al centro di vicende complesse in cui poche volte abbiamo sentito dire quello che oggi ci viene detto a livello nazionale, ossia che la nostra scuola è un’eccellenza, che la nostra scuola è un bel luogo dove mandare i ragazzi. Non perché il nostro istituto sia perfetto o migliore di altri, ma proprio perché non ha mai paura di sbagliare, di reinventarsi, di andare avanti. Che una scuola simile possa iniziare un percorso nuovo anche a Chiavari è una ricchezza e un dono per tutti.
Quando si sceglie una scuola dove indirizzare i propri figli, infatti, si cerca sì un luogo di formazione, ma si cerca soprattutto un luogo dove i ragazzi possano essere guardati, al punto che la vera domanda da farsi è semplice: da chi voglio che mio figlio o mia figlia sia guardato? Questo riconoscimento ci fa dire che il liceo di Rapallo, Recco e Chiavari è un luogo non banale se si desidera diventare grandi, un luogo che negli ultimi cinque anni è cambiato radicalmente e in profondità.
Per questo l’Italian Teacher Award va a tutti i miei colleghi che, in silenzio e senza applausi, tirano su la scuola tutti i giorni. Va alla segreteria che, con una professionalità e un’umanità fuori dal comune, supporta e sopporta tutti noi. E qui, permettetemi, voglio ricordare la forza e l’amicizia di Anna Maria Nicolini, la nostra direttrice dei servizi amministrativi. Ma questo premio va anche ai genitori che accettano di trasformare la scuola in alleata e in un punto di dialogo per le proprie famiglie. E va ai ragazzi, questi ragazzi e queste ragazze che sono gli ospiti d’onore e i protagonisti del nostro liceo. Senza di loro Sharing sarebbe soltanto una buona idea e invece, come direbbe Jung, il fatto di essere riconosciuti in modo così plateale ci assegna responsabilità altrettanto plateali, cui già da domani dovremo far fronte. Se penso ad Alberto, Federico, Valentina, Maria Elena, Emanuele, Daniela, Pietro, Martino, Davide, Caterina, Silvia, Gaia, Andrea, Sara – e a tutti gli altri – non penso a dei nomi, ma penso a volti e storie che rendono la nostra scuola un bene, un’opportunità.
Infine, permettetemi di ricordare Antonio Megalizzi, il giovane che volendo fare il giornalista in Europa – e per l’Europa – è morto. Permettetemi di ricordare il sindaco di Danzica, assassinato perché credeva che il mondo occidentale non fosse alla sua fine, ma che questo tempo fosse solo la fine di uno dei mondi possibili. Noi tutti oggi guardiamo a questi uomini come novelli martiri di una civiltà che ha fatto dell’incontro con l’altro la sua forza e il suo sogno. Un giorno la paura passerà, un giorno l’odio e il rancore passeranno. Quel giorno avremo tutti bisogno di scuole dove andare a trovare gli uomini di domani, affamati di vita, appassionati di umanità.
Nella mia fede cristiana ho imparato tanto, ho imparato tutto. Ma quello che ho di più imparato è che non esiste morte senza resurrezione, che ogni tempo ha il suo senso e la sua speranza. Oggi e in questi giorni festeggiamo un premio, ma tutti i giorni festeggiamo il miracolo – davvero grande – di poter ricominciare. Insieme, come una famiglia che sa bene che nessuna notte – in fondo – dura per sempre e che guarda al futuro con gratitudine e trepidazione.
Grazie a tutti e non scoraggiatevi mai, abbiate sempre forza: questo giorno e questo premio per noi è soltanto un altro inizio, un altro capitolo di una storia che stiamo scrivendo a mille mani.
Ciascuno come può, ciascuno come sa, ciascuno come ama“