Chiavari. “Levaggi dopo aver svenduto a 6,7 milioni la Colonia Fara, cifra finita in avanzo di amministrazione (Banca D’Italia ringrazia) senza avere visto nessun beneficio in termini di investimento pubblico, non ha ragione di parlare. Compito dell’amministrazione comunale è preservare la parte pubblica e, in questo caso, a fronte di una riduzione delle opere commerciali private, vi è stato un incremento delle opere a favore dei cittadini.” Interviene così, il sindaco di Chiavari, Marco Di Capua, per replicare al gruppo “Noi di Chiavari”.
Prosegue il primo cittadino: “Vediamo in sintesi le principali modifiche alla variante del progetto della Colonia Fara per la parte privata:
- non sono confermate le 99 cabine balneari (peraltro mai autorizzate come tali dal Settore Ecosistema Costiero e Acque regionale, in quanto prive di accesso diretto al mare);
- è stata spostata l’area adibita a solarium con piscina (da levante a ponente), inizialmente prevista accanto ai palazzi di Preli, palazzi che il gruppo “Noi di Chiavari” dovrebbe ben conoscere.
- sono aumentati i posti auto pubblici: sono stati aggiunti 3 stalli oltre a corsie di manovra molto più agevoli (si passa, infatti, dai 5 metri approvati a corsie di oltre 6 metri)
- infine, a fronte di un complessivo perfezionamento delle opere pubbliche previste (passeggiata mare e parcheggi) l’importo per l’esecuzione delle stesse passa dai previsti 661.258,36 agli attuali 742.665,19, con un incremento di oltre 80 mila euro.
Ero a conoscenza della pratica, ho incaricato il dirigente Ingegner Luca Bonardi di verificare, in sede di Collegio di Vigilanza (Seduta del 9/05/18 ore 10.30 in Regione Liguria), che le varianti presentate rispettassero i contenuti sostanziali dell’Accordo di Programma. In quella sede l’architetto Montarsolo, delle Regione Liguria, ha precisato che il compito del Collegio di Vigilanza è quello di verificare se queste varianti vanno ad alterare i contenuti sostanziali in termini di opere pubbliche e quantità di standard pattuiti, tenendo in considerazione le eventuali norme di flessibilità dello SUA stesso. Da quanto esaminato, si è ritenuto che tale rimodulazione non costituisca modifica sostanziale al contenuto dell’Accordo di Programma, soprattutto per quanto concerne le previste opere di urbanizzazione. Pertanto, la pratica ha solamente avuto uno sviluppo di tipo tecnico, senza necessità di passaggio in Consiglio Comunale”.
Di Capua interviene poi sulla Fontadine Torriglia: “Mi risulta che durante il mandato di Levaggi vi fossero contatti e scambi d’idea tra la parte politica e la presidenza del Torriglia (all’epoca presieduta dalla Dottoressa Bersellini) sia per l’ampliamento della struttura sia per la gestione della collina delle Grazie, come risulta dalle dichiarazioni rilasciate in sede di Commissione 1^ Consiliare del 14/09/16. Pertanto, il ruolo che dovranno svolgere i consiglieri Giovanni Giardini e Alberto Corticelli è di verificare, per le proprie competenze tecniche e sanitarie, con l’attuale presidente del Torriglia le problematiche relative sia all’ampliamento della casa di riposo che alla gestione sanitaria della struttura.
La commissione sarà la sede opportuna per esaminare il contratto di locazione cinquantennale della collina delle Grazie, tanto sbandierato in campagna elettorale dal candidato sindaco Levaggi, secondo il quale la Fondazione Torriglia non si sarebbe più dovuta occupare, a proprie spese, della manutenzione dei terreni, mentre, alla prima occasione che si è presenta, ha obbligato la Fondazione Torriglia a sborsare circa 130 mila euro per la messa in sicurezza della collina”.