Consorzi irrigui e canoni onerosi, ecco la soluzione trovata dalla giunta

Genova. Cambia il metodo di calcolo dei canoni dovuti dai consorzi per l’uso dell’acqua, in maniera vantaggiosa, di fatto, per le concessioni già in essere, sino alla loro scadenza, secondo quanto riferisce Claudio Muzio, consigliere regionale di Forza Italia.

Ecco infatti i nuovi criteri di calcolo:

1) per le concessioni in essere e fino alla loro scadenza, verrà mantenuto il vecchio sistema, consistente nel mero pagamento del canone ricognitorio annuo, pari a circa 220 euro, a prescindere dal numero degli attraversamenti di rii demaniali da parte della condotta utilizzata dal Consorzio;

2) per le nuove concessioni o per quelle in fase di rinnovo – prosegue Muzio – a partire dal 1° settembre 2018 il calcolo del canone avverrà secondo una duplice modalità, dopo aver sommato gli effettivi metri lineari della condotta che insistono sui rii demaniali. Qualora la cifra ottenuta moltiplicando i metri lineari calcolati come sopra per 0,76 centesimi a metro fosse inferiore o uguale all’ammontare del canone ricognitorio (come detto pari a 220 euro circa), si pagherà esclusivamente il canone ricognitorio annuale. Qualora invece la cifra di cui sopra fosse superiore all’ammontare del canone ricognitorio verrà pagato annualmente l’importo così calcolato”.

“Una buona risposta ai bisogni dei territori, che erano a rischio di perdere un presidio importante quale quello rappresentato dai Consorzi irrigui – commenta Muzio -. Ho sollevato la questione dei canoni quasi un anno fa in Consiglio Regionale e l’ho riproposta recentemente con una seconda Interrogazione. Manifesto la mia soddisfazione per un provvedimento che tiene nella giusta considerazione la necessità di preservare queste realtà”.

Tutto questo, in base alla delibera di Giunta Regionale n. 577, approvata mercoledì 18 luglio. Un atto, sottolinea Muzio, che integra e modifica la delibera n. 1412 del 2005, i cui nuovi criteri applicativi avevano suscitato molta preoccupazione nei soci dei Consorzi, per le pesantissime ricadute sulle quote di pagamento dei canoni concessori.