Rapallo. A Rapallo a la “Tigulliana” ieri sera c’era la criminologa Roberta Bruzzone, ospite del quarto incontro promosso dal giornalista Marco Delpino, nell’ambito appunto degli “Incontri d’estate” della Tigulliana. La conferenza, seguita da molto pubblico, si è svolta come sempre sul piazzale di Villa Porticciolo. La criminologa, ha affrontato il dramamtico ed attualisimo tema dei “delitti e femminicidi”, insieme a Franco Ferri e Patrizia e Walter Perrone. Ci sono state anche alcune dimostrazioni di autodifesa per le donne, attraverso la simulazione di alcune delle scene più “classiche”, dal litigio in casa a tavola all’aggressione per strada.
Al termine alla psicologa e criminologa è stata consegnata la targa della “Tigulliana”, da parte del sindaco di Rapallo Roberto Bagnasco e dell’assessore al turismo Elisabella Lai. Marco Delpino ha colto l’occasione per ribadire il concetto di “cultura in piazza”.
“La stragrande maggioranza di chi commette femminicidi e’ una persona normale, e getta la maschera solo in un contesto specifico”, ha spiegato Bruzzone, “fuori, in mezzo agli altri, queste persone sono insospettabili. Chi uccide in questo modo, femminicidio, lo fa per odio e desiderio di possesso. Con l’amore tutto questo non ha nulla a che vedere, deve essere molto chiaro. I genitori italiani devono far respirare ai figli il diritto di parità. Su questo siamo molto indietro”.
Intanto a giorni, martedì 24 luglio, in tutte le librerie ci sarà il suo ultimo volume: si è occupata del caso di Nadia Cella. “La prima copia voglio regalarla al Procuratore, abbiamo trovato spunti interessanti; non è stato facile reperire tutto il materiale necessario. Avevo incontrato la mamma di Nada, mi aveva strappato la promessa di occuparmi del caso e così ho fatto. Si potrà riaprire il caso? Non lo so, vedremo, di sicuro io credo di avere fatto la mia parte e gli elementi che racconto nel libro possono offire punti di partenza interessanti”.