Chiavari. Il Comune di Chiavari, insieme ad altre 107 amministrazioni locali, è stato ammesso a partecipare alla seconda fase del Progetto RiformAttiva, realizzato dal Dipartimento della Funzione Pubblica, nell’ambito del PON “Governance e Capacità Istituzionale 2014-2020” e si propone di supportare gli enti locali nell’implementazione della riforma Madia. Prevede un percorso condiviso di collaborazione con le amministrazioni attraverso soluzioni e modelli, è rivolto a Province, Comuni con popolazione tra i 20mila e i 200mila abitanti e Unioni di Comuni. I temi oggetto dell’attività sono quelli individuati dal Progetto e su cui stanno già lavorando le 18 amministrazioni pilota: Semplificazione, Accesso civico generalizzato (FOIA), Assessment delle competenze e piano dei fabbisogni e valutazione delle performance individuali. Ciascuna amministrazione potrà partecipare ad uno solo dei 3 temi messi a bando, definiti in funzione dei temi e del numero di amministrazioni aderenti. Chiavari ha scelto di aderire al terzo tema, nello specifico alla valutazione delle performance individuali. Dice il Segretario Generale del Comune di Chiavari, Concetta Orlando:
“Criticità principali del Comune, e quindi necessarie priorità da affrontare, sono la redazione di un piano dei fabbisogni e la valutazione delle performance individuali dei dipendenti. I servizi si erogano attraverso le persone e le stesse sono il fulcro principale della pubblica amministrazione. Il nostro obiettivo è aumentare gli standard qualitativi delle prestazioni erogate, raccordando le competenze professionali interne con gli obiettivi strategici dell’Ente, valorizzando di conseguenza il fattore umano. Il finanziamento che riceveremo non sarà in denaro, ma in capitale umano: partner della funzione pubblica è FormezPA, ente in house del Dipartimento della Funzione Pubblica, che metterà a disposizione personale qualificato che ci aiuterà ad effettuare un’analisi interna delle nostre professionalità possedute, per poter redigere un piano dei fabbisogni reale, orientato sulle qualità della professionalità d’acquisire. La società evolve, le esigenze cambiano e anche l’ente pubblico deve rispondere a questi stimoli con delle professionalità che sappiano fare il loro lavoro; l’approccio troppo burocratico in vigore fino a poco tempo fa non è più in linea con il fabbisogno presente. Il dipendente pubblico deve conoscere l’assetto normativo statale, europeo, regionale e locale, deve possedere vari ambiti di competenze tecniche, più nuove rispetto al passato, e al contempo deve avere dimestichezza con la gestione per processi e con la logica del risultato contrapposta a quella dell’adempimento”.