Aveto. “La presenza dei cavalli selvaggi è un fattore di attrazione unico, che non ha eguali sul territorio nazionale, in grado di richiamare turisti curiosi, appassionati di natura e studiosi da tutta Italia e anche dall’estero. Grazie anche all’impegno profuso dai promotori del progetto Wild Horse Watching, riviste specializzate e trasmissioni televisive nazionali ed estere hanno parlato di noi, facendoci conoscere ben oltre i confini della nostra regione. Abbiamo dunque l’occasione di farne un elemento di richiamo”. E’ il pensiero del Consorzio Ospitalità Diffusa “Una montagna di accoglienza”, che prova a giocare a partita cercando una soluzione che trasformi la presenza di questi animali da problema ad opportunità.
“Tutto ciò non può prescindere da uno studio serio del tema, che censisca il numero reale di esemplari presenti, distinguendo quelli davvero selvaggi da quelli che, pur dotati di microchip, sono stati lasciati liberi dal proprietario, base essenziale da cui partire per mettere in atto soluzioni adeguate, che prevedano anche risorse per politiche di compensazione e armonizzazione della presenza della fauna selvatica in prossimità delle zone abitate e coltivate. E, in un progetto ben costruito, parte di queste risorse potrebbero arrivare proprio dallo sviluppo turistico. Noi, operatori turistici siamo pronti a lavorare, insieme ai residenti, ad agricoltori e allevatori, al Parco dell’Aveto e ai Comuni per disegnare il futuro delle nostre valli”.