Ecco tutte le “Voci in giardino”

Chiavari. Il ciclo di incontri “Voci in Giardino”, che la Biblioteca della Società Economica di Chiavari ha organizzato per l’estate del 2022 (fra il 24 giugno e il 16 settembre) in collaborazione con la Libreria La Zafra, ha come primo protagonista il Giardino dei Lettori (intitolato a Renato Mario Gozzi). Quello del “giardino” è un tema dalle numerose suggestioni: per fermarci solo ad alcuni esempi letterari, il giardino delle Mille e una notte, il giardino delle rose nei Quattro quartetti di Eliot, il giardino di Combray nella Recherche, il Giardino dei Finzi Contini nell’enclave ferrarese raccontata da Bassani, Il Giardino segreto di Frances Hodgson Burnett, ancora oggi uno dei libri più letti dai ragazzi.

Quello della Società Economica è un giardino che, dopo essere stato per tanto tempo un luogo privato ed esclusivo (il viridario dei Ravaschieri), alla fine del 2018 è stato aperto al pubblico per iniziativa della nostra Biblioteca: aperto ai lettori, agli scrittori, alla città. Per quanto sospesa dalla pandemia, l’apertura non si è mai interrotta, grazie a iniziative anche molto diverse tra loro, dalle conferenze dantesche al concerto rock alla degustazione gastronomica.

Si alterneranno vere e proprie presentazioni di libri (il saggio sul passo del Bracco di Rita Migliaro, il romanzo “sudafricano” di Arianna Dagnino, la nuova favola di Marino Muratore); chiacchierate con autori diversissimi fra loro, accomunati dal successo di pubblico e dalla prossima uscita di un libro, come Valeria Corciolani e Giovanni Lindo Ferretti; la storia, locale e non solo, sarà presente anche nell’incontro con Sergio Gabrovec (che ne è appassionato cultore e divulgatore); una modalità più in stile convegnistico avranno invece gli ultimi due incontri: nel primo sarà dato spazio alle testimonianze che ricorderanno i vari aspetti di Vincenzo Gueglio, editore, critico e narratore; nel secondo a Camillo Sbarbaro, ospitando i curatori del volume che i Meridiani Mondadori gli hanno dedicato, Giampiero Costa ed Enrico Testa, e del libriccino di poesie e foto in cui Francesco De Nicola ricorda il rapporto fra il poeta di Santa Margherita e Genova.

 

SCHEDA VIRIDARIUM

Il “viridarium” (dal latino “viridis”, verde), che nell’antica Roma era il giardino della casa patrizia, si presentava qui, nell’area retrostante il palazzo Ravaschieri, come spazio di confine tra la campagna e la città, destinato quindi sia alla coltivazione, nelle fasce digradanti dal Castello cittadino, sia al riposo e allo svago. La dimensione campestre era persino ricreata da una serie di trompe l’oeil, ancora visibili sul muro medievale dell’antico borgo, che dovevano accentuare l’illusione dell’immersione nella natura.

Come ricorda Francesca Mazzino in una nota al volume I Ravaschieri (I. Lagomarsino, Genova, 2009, pp. 171-183), secondo il modello dell’hortus conclusus – così familiare a Chiavari, che fu città degli orti, oltre che dei portici – “Il terreno scosceso della collina fu trasformato con ingenti lavori per la coltivazione di ortaggi, specie aromatiche, fiori e alberi da frutto, come è attestato in un atto del 1603 riguardante la domus di Contino Ravaschieri che possedeva un viridarium, uno spazio domestico ricco di piante utili e ornamentali”.

Ma già in atti notarili del 1551 e del 1593 – spiega la Mazzino – “emergono i caratteri dello spazio annesso al palazzo […] identificato nel ‘loco ubi dicitur lo giardino’ riconoscendone quindi la valenza di spazio dedicato al piacere e allo svago”. Come dimostra tra l’altro il fatto che proprio qui un giovane Federico Delpino incominciò i suoi studi sull’impollinazione, base di una conoscenza scientifica che lo avrebbe portato a diventare uno dei più grandi botanici.

La Biblioteca della Società Economica, fin dal 1796 al servizio dei chiavaresi, ha messo a disposizione dei suoi frequentatori il nuovo “Giardino dei lettori” in un luogo, il “viridarium” dei Ravaschieri, che è il cuore verde e antico della città. E lo ha intitolato a Renato Mario Gozzi: nel recente passato per molti anni socio di questo sodalizio e membro dell’Ufficio di Presidenza, più volte il dott. Gozzi aveva manifestato il desiderio di ampliare la sala di lettura della Biblioteca, – frequentata, fra tanti giovani studenti, anche dai suoi nipoti – sfruttando il giardino adiacente.

I lavori di restauro e di ripristino del giardino – su progetto degli architetti Pablo Pagès e Vittoria Costa – sono stati resi possibili da un generoso finanziamento da parte della Famiglia Gozzi.

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