Covid, la Liguria resta in zona gialla

Genova. “Per la prossima settimana la Liguria si conferma in zona gialla ma è probabile che se il trend non cambierà la nostra regione finirà in arancione. Oggi infatti tocchiamo il picco di contagiati di tutti i tempi (1.780) ma gli ospedalizzati continuano a restare sotto controllo grazie all’imponente campagna vaccinale e il nostro obiettivo è quello di arrivare a 100mila dosi settimanali somministrate per la fascia degli adulti. Ricordo però che per i vaccinati l’eventuale cambio di colore non comporterà nessuna variazione, anzi ho apprezzato le misure prese ieri dal Governo che ha seguito le Regioni, in questo proficuo rapporto di collaborazione, accogliendo la richiesta di azzerare la quarantena per i vaccinati (con tre dosi e per chi ha effettuato la seconda dose o è guarito da meno di 120 giorni) e di ampliare il super Green Pass, anche se auspicavo che fosse allargato anche ad altre aree di lavoro”. Così il presidente della Regione e assessore alla Sanità Giovanni Toti.

“Secondo il monitoraggio al 30 dicembre ’21 – ha spiegato Filippo Ansaldi, direttore generale di Alisa- l’incidenza media settimanale in Liguria è molto alta e si attesta a 526 casi ogni 100 mila abitanti (539 a Savona, 666 a Spezia, 764 a Imperia, 452 a Genova), con la fascia dei bambini che ha un’incidenza doppia rispetto agli adulti. L’impatto però negli ospedali è decisamente ridotto rispetto al passato. L’Rt infatti si attesta a 1,2 con il tasso di occupazione dei posti letto di Terapia Intensiva al 18% e il tasso di occupazione di dei posti letto di Area Medica al 28%”.
“I dati riportati da un recente documento della società di Igiene – ha detto ancora Ansaldi – un over 80 non vaccinato corre 56 volte un rischio maggiore di morte rispetto ad un vaccinato con tre dosi e corre 85 volte un rischio maggiore di finire in terapia intensiva rispetto ad un vaccinato sempre con tre dosi”. Oggi intanto sono state, al primo giorno utile, più di 2mila le prenotazioni per la fascia 16-17 anni e per la fascia 12-15 anni in condizione di elevata fragilità.

“Si chiude una settimana dove è stata evidenziata una circolazione del virus importante – ha dichiarato il responsabile del Dipartimento regionale emergenza Urgenza Angelo Gratarola – ma con un dato positivo, evidente: oggi la circolazione sta decelerando, lo dimostra il carico di malati negli ospedali, che non sta togliendo risorse per la cura di tutte le altre patologie oltre al Covid. Non dimentichiamoci infatti che l’anno scorso si curava, nel medesimo periodo, una sola malattia. Oggi invece tutte le patologie sono gestite, sia in elezione che in urgenza e ciò è merito della campagna vaccinale. Si chiude pertanto un anno dove la circolazione virale è stata enorme ma dove gli ospedali del nostro territorio hanno svolto la loro attività in piena sicurezza. Speriamo a stretto giro di raggiungere la coda di questo virus, sono certo che ci arriveremo rispettando le norme generali di carattere igienico e soprattutto credendo fortemente nella vaccinazione”

“La situazione oggi dei reparti di Malattie Infettive è buona – ha detto Matteo Bassetti, responsabile del Dipartimento regionale di Malattie Infettive del Policlinico San Martino – ne veniamo da giorni impegnativi come Natale e Santo Stefano, dove siamo arrivati a numeri importanti, con una pressione notevole sul San Martino dove però non siamo in situazione di emergenza. Oggi stiamo fronteggiando un’infezione diversa, con tante persone vaccinate, con infezioni molto differenti rispetto al passato e con un turnover in reparto che ci permette di curare anche tutte le altre malattie infettive, che noi non abbiamo mai smesso di curare a differenza di quanto avvenuto in altre regioni. A fare la differenza l’uso costante da parte nostra, in Liguria, degli anticorpi monoclonali. In Liguria siamo arrivati alla soglia dei 2.000 pazienti trattati, un ottimo risultato. In tal senso ci tengo a ringraziare il Presidente Toti, perché abbiamo rischiato in questi giorni di rimanere senza monoclonali. Grazie al suo intervento invece da domani avremo 140 nuove dosi, che ci permetteranno di coprire tutta la prima settimana di gennaio. Vorrei inoltre sottolineare che noi abbiamo bisogno dei farmaci orali, di cui tanto si sta parlando, non è possibile infatti aspettare il mese di marzo per avere i prodotti Pfizer. Mi auguro appunto che gennaio ci porti non solo il Molnupiravir ma anche l’antivirale di Pfizer. Si chiude qui un anno molto impegnativo, c’è da augurarsi a mio avviso che, guardando i dati, la variante Omicron sostituisca presto la Delta, perché la Omicron è un’avversaria evidentemente più affrontabile.

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