Coronavirus, Toti: “Il Governo preservi la scuola e chi lavora”

Genova. “Anche oggi le regioni hanno lavorato insieme in modo concreto e unitario, ci siamo confrontati con il Governo e torneremo a farlo anche domani mattina. Continuiamo a non capire perché nell’ultimo decreto del consiglio dei ministri, che limita gli orari dei bar e dei ristoranti, le osservazioni di buon senso delle regioni non sono state accolte. Oggi abbiamo detto al governo innanzitutto due cose: dobbiamo preservare la scuola e chi lavora. Alcune categorie hanno già subito troppi danni e non possono permettersi ulteriori danni. Per la scuola, lo ripeteremo domani al ministro Azzolina, la didattica a distanza dovrebbe essere attivata per gli ultimi due anni delle superiori a rotazione, una settimana a scuola e una a casa, oppure due giorni a scuola e due a casa con i ragazzi più grandi: sono persone autosufficienti che possono tranquillamente seguire le lezioni da casa senza assistenza parentale”. Lo ha detto il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, proseguendo così:

“Abbiamo chiesto di tutelare bar e ristoranti e di non procedere a un’ulteriore stretta, almeno per quei locali che seguono le regole. Torno a ripetere agli amici esercenti che è molto importante che applichino le regole di prevenzione con grande scrupolo, a questa condizione cercheremo di preservare la loro attività. È possibile che vi sia (qualcuno nel Governo lo chiede) un anticipo della chiusura dei bar: noi riteniamo che sia sufficiente il divieto di asporto di alcol e di assembramento davanti ai locali, ma anche questo dev’essere rigorosamente rispettato”.

“Gli esperti ragionano ancora su alcune limitazioni a manifestazioni pubbbliche – ha aggiuntto – i mercati rionali per il momento cercheremo di preservarli, mentre fiere e congressi e altre andrebbero limitati al massimo, ridotti di numero e in alcune zone vietati. Anche per gli sport di contatto fatti a livello amatoriale ci sono alcuni aspetti problematici da valutare meglio”.

“Abbiamo chiesto inoltre con vigore più uomini per i controlli – va avanti il presidente – o che si possano utilizzare uomini già in loco ora dedicati ad altri incarichi. In alternativa, molto semplicemente, ce ne prendiamo carico: diano le risorse perché i comuni possano assumere nuovi vigili, ausiliari, persone da dedicare esclusivamente ai controlli ad esempio nelle zone della movida e ovunque ci sia pericolo di assembramento”.

“Abbiamo chiesto infine di semplificare le regole di assunzione per gli specializzandi di medicina – ha concluso – che oggi non possono dare una mano  nei reparti covid, nei drive-through o negli uffici di prevenzione a causa di regole un po’ ottuse”.

 

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