La Diga Perfigli procede. Il Comitato: “Uno scempio. Eliminiamo il tappo e il pennello del Lido”

Lavagna. Niente stop alla realizzazione del progetto di un nuovo, mega argine lungo l’Entella, noto a molti come “diga Perfigli”. Nell’incontro di ieri, i sindaci di Lavagna, Mangiante, e Di Capua, non hanno ottenuto la revisione del progetto che chiedevano al collega metropolitano, Marco Bucci, e al presidente della Regione, Giovanni Toti. Unica novità, la possibilità di uno studio che esamini l’eventualità del dragaggio della foce, ma senza interrompere le procedure di esproprio avviare lungo le sponde.

Oggi, il comitato “Giù le mani dal fiume Entella” commenta con una nota firmata dal presidente, Giovanni Melandri, che riportiamo integrale:

“Si prende atto che l’incontro tra i Sindaci di Chiavari e di Lavagna, con le massime autorità di Città metropolitana e Regione Liguria, non ha portato all’auspicata revisione del progetto di mitigazione del rischio idraulico sul fiume Entella noto come Diga Perfigli.

Non si è tenuto così conto che si tratta di un progetto datato, da rivedere anche alla luce degli eventi di massima criticità avvenuti negli anni successivi, che hanno dimostrato non solo l’inutilità, ma anche la pericolosità di un’opera del genere, come opportunamente comunicava l’allora sindaco di Lavagna Giuseppe Sanguineti agli Enti preposti, nei giorni immediatamente successivi all’alluvione del 10 novembre 2014.

E’ da ricordare che, a parere dello Scrivente, ai danni del previsto muraglione d’argine, si aggiungerebbero i pericoli derivanti del canale scolmatore sotterraneo che, dal Ponte della Maddalena, scorrendo parallelamente al fiume, s’innesterà, in base al progetto, in prossimità della foce, per la raccolta, tramite una specie di sifone, delle acque meteoriche, quelle di prima pioggia non assorbite dal terreno.

I problemi di pulitura, o per meglio dire le conseguenze derivanti nel tempo dall’intasamento di un cunicolo del genere sono, a proprio parere, di un’evidenza tale da non meritare altri commenti.

Per la foce, invece, ancora nulla, al limite uno studio per la valutazione degli effetti complessivi derivanti dall’asportazione dei detriti accumulati nel tempo.

La foce del fiume Entella storicamente piegava a destra, quindi verso Chiavari, in tal modo il deflusso delle acque non veniva ostacolato dalla violenza del mare, come accade oggi, con lo sbocco direttamente verso il mare aperto. Il fiume, perdendo forza, deposita una quantità considerevole di sedimenti che si accumulano progressivamente fino agli imponenti livelli di oggi.

In tale situazione, il pennello del Lido costituisce un ostacolo che, probabilmente, in base ad una sommaria osservazione, andrebbe rimosso. Quanto all’accumulo dei sedimenti, si rileva che, in questo contesto innaturale, da una parte costituisce un ostacolo al deflusso delle acque, dall’altra impedisce alla forza delle mareggiate di insinuarsi lungo il corso del fiume, come accadeva fino a qualche anno fa, quando le onde del mare mosso oltrepassavano tranquillamente il Ponte della Maddalena, essendo tale accumulo meno consistente di oggi.

È chiaro che occorre uno studio complessivo per valutare l’eventuale asportazione ed in quale misura dei sedimenti, nell’ottica fondamentale, però, di un riequilibrio complessivo della foce, che restituisca la necessaria officiosità idraulica.

Le considerazioni espresse non sono una novità assoluta, rispetto alle quali gli Enti sovraordinati, Regione e Città metropolitana in particolare, possano dirsi non responsabili anche a futura memoria.

Non basta l’avanzamento di un procedimento per giustificare tale scempio. Il politico si candida per assumersi responsabilità in cui la salvaguardia del bene comune deve essere preminente rispetto ad altri interessi, o a scelte del passato del tutto superate.

Questo, finora non è accaduto per il progetto di mitigazione del rischio idraulico riguardante il fiume Entella. Dico finora, auspicando ancora e fino all’ultimo un sussulto di dignità da parte della classe politica preposta, affinché agiscano nell’interesse della gente e del territorio, onorando quel compito loro affidato dal voto di tanti cittadini”.

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