E LA CHIAMANO ESTATE, QUESTA ESTATE SOSPESA, PROVVISORIA, DESERTA
Ben vengano gli scooter in affitto e a emissione zero, il problema è che anche i numeri del turismo, nel Levante, oltrepassano di poco il livello segnato dalle marmitte dei cinquantini. E’ proprio vero che c’è sempre un divario tra le buone intenzioni, la voglia di fare e la realtà del momento. Molto diversa.
Infatti, nei centri del Tigullio, fatti salvi i residenti delle seconde case, è un’estate sospesa, provvisoria, con pochissimi turisti e tutti italiani, tolto qualche francese che è riuscito a superare il blocco sull’A10 di Arenzano e non solo.
Non serve neanche scorrere il cahier de doléances dei mancati arrivi e i numeri delle disdette alberghiere per renderci conto che la situazione è preoccupante.
Incassi in calo per bar e i ristoranti, gruppi molti ristretti anche a bordo dei traghetti del consorzio marittimo del Tigullio che registra perdite del 70%, zero crocieristi in rada.
Le cose andranno più o meno così fino all’autunno, quando con i bilanci stagionali, si conteranno, purtroppo anche i danni economici, ci auguriamo non irreparabili. Per il resto anche oggi occorre un’oretta di macchina sulla via Aurelia per andare da Rapallo e Chiavari. Tutto il resto è noia.