Processo Conti di Lavagna: nessuna condanna per Gabriella Mondello

Genova. E’ arrivata nel primissimo pomeriggio di oggi la sentenza d’appello nel processo per l’inchiesta “Conti di Lavagna”, divenuta nota nel giugno 2016, quando cadde l’amministrazione comunale, e a seguito della quale il Comune fu sciolto per infiltrazioni mafiose.

Nella sostanza, la sentenza conferma l’esistenza di una organizzazione criminale presente in città, tanto che i presunti affiliati alla ‘ndrangheta rimangono condannati, anche se le pene sono diverse (più lievi) rispetto al primo grado. Anche nella posizione dell’ex sindaco Pino Sanguineti viene riconosciuto, ancora, il voto di scambio, ma il giudice non riconosce l’abuso d’ufficio: pertanto, la sua condanna scende dai 2 anni del primo grado a un anno e mezzo.

Paolo Nucera, è stato condannato a 16 anni e tre mesi (erano 16 anni e 8 mesi in primo grado). Francesco Nucera a 7 anni e 10 mesi (contro 9 e 6), Francesco Antonio Rodà a 15 anni e 6 mesi (contro 15 anni e 8 mesi).

La novità più significativa, in realtà, è quella di Gabriella Mondello. “Per genericità del capo di imputazione”, infatti, il giudice ha rimandato al pm gli atti relativi all’ex sindaco e deputata. Sarà la procura, adesso, a valutare se riformulare il capo di imputazione e chiedere un nuovo processo. Altrimenti, Mondello uscirebbe definitivamente dalla vicenda.

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