LIGURIA, NON SIAMO STATI (GENERALI) NOI
Alta Velocità al Sud, Ponte sullo Stretto, oltre ai collegamenti con il Nord e con Genova, sblocco degli appalti. Sono solo alcuni punti del piano di rilancio delle infrastrutture del Governo che sarà presentato alle parti sociali, di cui si parlerà agli Stati Generali convocati dal premier Giuseppe Conte , convocati domani a Villa Doria- Pamphili, a Roma. Mi domandavo quali contatti abbia preso il governo in queste settimane per coinvolgere davvero Regioni interessate, Liguria in primis, nel confronto su temi che saranno discussi.
Ma non è questo il problema, da non confondere con il Modello Genova del Ponte che fra l’altro sta rischiando di diventare una cattedrale nel deserto della viabilità autostradale in tilt.
Il problema, urgente, è che Genova e la Liguria, in queste ore con la viabilità scandalosamente paralizzata da Autostrade, attendono ancora il completamento del raddoppio della ferrovia sulla linea Genova-Ventimiglia, il via alla Gronda di Genova, tanto per citare alcune infrastrutture-chiave, ma nell’elenco possono entrare a pieno titolo anche la Gronda di Levante e il tunnel della Val Fontanabuona. Un cahiers de doléances infinito.
I genovesi, leggendo i quotidiani al mattino, sono come nel “Mondo in mi 7” del grande Adriano Celentano.
“E poi se andiamo a vedere questo giornale chissà di quanti anni è
Anzi, adesso voglio proprio guardare la data. È di oggi”.
Si spera in una soluzione, se no la politica convochi altri Stati Generali.
Ma stavolta a Genova. Nei giardini di Palazzo Doria Pamphili- Villa del Principe. Dove se no.