MONITOR – SE L’ITALIA DIVENTASSE CAPITALE DELLA CULTURA 2021

Agli ultimi posti degli aiuti statali ai settori colpiti dalla pandemia restano ancora il turismo, lo spettacolo e la cultura. Certo, si parla di stanziamenti per tre miliardi, ma l’incertezza e i timori degli operatori sono testimoniati dagli alberghi e ristoranti in difficoltà a riaprire, dalla cancellazione dei concerti live e delle manifestazioni .

Il decreto Rilancio una novità , però, la contiene. E’ la proroga del titolo di Capitale Italiana della Cultura conferito alla città di Parma per l’anno 2020 e anche per il 2021. “Una scelta doverosa”, ha detto in ministro Franceschini. Scelta certamente giusta e condivisibile, che forse, in via eccezionale, si poteva allargare simbolicamente a tutte le città e i borghi della Penisola e lanciare tutti i comuni d’Italia Capitali della Cultura.

 

Il 2021 è l’anno delle celebrazioni del 700 esimo anniversario della morte di Dante Alighieri, il sommo poeta rappresenta la nostra identità, è nel nostro Dna e non c’è città italiana, a cominciare da Firenze e Ravenna, che non abbia un motivo per ricordarlo.  Italia Capitale della Cultura sarebbe un messaggio di speranza a tutto il mondo, per “uscire a riveder le stelle”.

Nel nome di Dante potrebbe  diventare capitale della Cultura anche  la Liguria  dove il sommo poeta ha lasciato tracce, come si legge nelle adesioni  di diversi comuni al Dantedì  lanciato dal Corriere della Sera.

Il ministro della Cultura Franceschini e Poste Italiane nei mesi scorsi hanno promesso idee, aiuti e sostegni ai comuni italiani per Dante 2021. Speriamo sia  posta assicurata.

 

 

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