Fase 2, cento sindaci scrivono a Toti

Un centinaio di pubblici amministratori, in particolare sindaci e consiglieri di Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) della Liguria ha scritto al presidente della Regione, Giovanni Toti, per chiedere una fase 2 condivisa con Comuni e Governo, per evitare confusioni. Tra i firmatari, diversi sindaci del nostro territorio: Valentina Ghio (Sestri Levante), Francesco Olivari (Camogli), Gianluigi Brisca (Bogliasco), Giuseppino Maschio (Borzonasca), Vittorio Centanaro (Leivi) e Massimo Casaretto (Carasco). Tra i firmatari, ci sono anche alcuni primi cittadini riconducibili al centro destra, tra cui Ilaria Caprioglio di Savona e Claudio Scajola di Imperia. Ecco il testo completo:

Da Amministratori Locali, condividiamo l’esigenza e la volontà di favorire al più presto una riapertura, possibilmente anche anticipata, delle diverse attività economiche per permettere la ripresa e il rilancio dei nostri territori, ma chiediamo che questa avvenga di concerto con il Governo e con i Comuni per evitare ulteriore confusione.

Di fronte alla situazione di caos normativo venutasi a creare negli ultimi giorni, che non permette al cittadino di conoscere facilmente le misure in vigore e quindi di adottare i comportamenti corretti, invitiamo quindi la Regione Liguria a non procedere oltre con proprie autonome ordinanze nella gestione della Fase 2, privilegiando realismo e senso di responsabilità.

In linea con quanto affermato dal Presidente di ANCI, Antonio Decaro, che ha giustamente stigmatizzato il “protagonismo regionale” al quale stiamo assistendo, e in conformità con le Linee Guida indicate dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Ministero della Salute, chiediamo e ribadiamo la necessità di una coerenza istituzionale tra le decisioni assunte dallo Stato centrale e dagli Enti Territoriali.

Chiediamo inoltre, alla Regione di mantenere alta l’attenzione sul fronte sanitario, in quanto i dati dell’epidemia riferiti alla Liguria non permettono abbassamenti dei livelli di guardia (il primo di maggio si è registrata la più alta percentuale di crescita di contagiati , +1,63%, con la Lombardia al +0,97% e con la media nazionale al +0,60%)”.