La riorganizzazione dei centri antiviolenza con l’emergenza Covid-19

Genova. Anche in questo momento di emergenza, i centri antiviolenza non lasciano sole le donne, per le quali restare a casa può voler dire vivere 24 ore al giorno nella paura, a stretto contatto con chi, proprio fra le mura domestiche, le maltratta. Per questo, nel rispetto delle norme per il contenimento del contagio che limitano gli spostamenti, i centri antiviolenza della Liguria si sono riorganizzati per garantire anche a distanza tutti i servizi di ascolto, sostegno, informazioni, consulenza legale e supporto psicologico a favore delle donne grazie a un progetto di digitalizzazione dei centri, finanziato da Costa Crociere Foundation e sostenuto dall’impegno della Regione Liguria.

Dopo una prima ricognizione dei bisogni dei singoli centri da parte della Regione, Costa Crociere Foundation ha deciso di operare su tre filoni: miglioramento tecnologico, rafforzamento delle competenze digitali di operatrici e operatori dei centri antiviolenza, supporto alla comunicazione digitale. Ogni centro riceverà un finanziamento per l’acquisto di strumenti informatici (hardware e software) necessari per garantire il servizio a distanza e il supporto di un team di esperti per rendere più efficaci la comunicazione e l’utilizzo degli strumenti digitali messi a disposizione.

“Sono molto grata a Costa Crociere Foundation per aver promosso questa iniziativa” dichiara Ilaria Cavo – assessore alle Pari Opportunità di Regione Liguria “Per noi è importante che i centri antiviolenza possano continuare a garantire il proprio supporto a tutte le donne che si trovano in difficoltà, proprio in questo momento in cui rischiano di trovarsi tra quattro mura con l’autore dei maltrattamenti e di avere quindi necessità di contatto con gli operatori attraverso gli strumenti digitali.” e aggiunge “La digitalizzazione dei centri antiviolenza deve essere vista non solo come una misura di emergenza, ma anche come un investimento per il futuro perché tutti gli strumenti acquistati rimarranno naturalmente di proprietà delle singole strutture.”

Solo nel 2019, si sono rivolte ai Centri Antiviolenza liguri 1255 donne con un significativo incremento delle prese in carico rispetto agli anni precedenti: l’emersione del fenomeno e l’elevato numero delle donne che instaurano un rapporto stabile con i centri sono segni tangibili dell’efficienza delle strutture e dell’importanza di tutta la comunicazione fatta