Liguria. La progressione del coronavirus, o meglio dei casi accertati, in Liguria, continua a procedere al ritmo di un centinaio al giorno. Una novantina, anzi, oggi, secondo i dati forniti dalla Regione:
“Sono 524 le persone positive al Covid-19 in Liguria, 90 in più rispetto a ieri – illustra la nota -. Di questi, 319 sono ospedalizzati, 172 sono al proprio domicilio e 33 sono clinicamente guariti (ancora positivi, a casa). Le persone decedute dall’inizio dell’emergenza salgono a 33: nella giornata odierna si sono verificati 6 decessi”.
Nel dettaglio, gli ospedalizzati: 319 pazienti (44 in più di ieri) di cui 66 in terapia intensiva. Ce ne sono 10 nella Asl 4, di cui 2 in terapia intensiva.
Asl1 – 47 (di cui 8 terapia intensiva)
Asl2 – 52 (di cui 12 terapia intensiva)
ASL 3 Colletta di Arenzano/Gallino Pontedecimo – 3
Asl 3 Villa Scassi – 14
Asl4 – 10 (di cui 2 terapia intensiva)
Asl5 – 37 (di cui 8 terapia intensiva)
Ospedale Policlinico San Martino – 81 (di cui 20 terapia Intensiva)
Ospedale Galliera – 40 (di cui 8 terapia intensiva)
Ospedale Evangelico – 35 (di cui 8 terapia Intensiva)
Altri reparti ospedalieri – 52
Positivi al domicilio sono 172 persone (+65 rispetto a ieri)
Clinicamente guariti (ma restano positivi e sono a casa) 33
Persone in sorveglianza attiva: complessivamente 1609 in Liguria. Il dato della Asl 4 supera largamente quello di Genova, malgrado la differenza di popolazione:
Asl1 – 270
Asl2 – 319
Asl3 – 245
Asl4 – 322
Asl5 – 453
Deceduti: 33 da inizio emergenza. Nella giornata odierna si sono verificati 6 decessi (sono sempre esclusi i 2 campioni positivi su altrettante salme)
Coronavirus, la riorganizzazione al Galliera
Alisa, l’Agenzia ligure della sanità, fa inoltre sapere che “in considerazione dell’emergenza Coronavirus, il Punto nascita del Galliera si trasferirà temporaneamente presso l’Istituto G. Gaslini. Questa scelta ha l’unico scopo di mantenere, in un’ottica di sistema, la capacità di risposta assistenziale che il punto nascita del Galliera ha sempre garantito, al più alto livello possibile, nonostante la situazione di emergenza sanitaria che stiamo tutti vivendo”.