Emergenza coronavirus: il foto – diario della crisi nel Tigullio
Da oggi, 12 marzo, è fortemente ridotto l’elenco delle attività che possono rimanere aperte. Nel frattempo, si vanno moltiplicando i casi accertati di coronavirus sul territorio e diventa fondamentale rispettare le prescrizioni e quindi limitare al massimo le uscite da casa per non diffondere il contagio. Cerchiamo di raccontare per immagini l’emergenza vissuta nel Tigullio.
Domenica scorsa, 8 marzo, c’era stato il contestato pienone di gente sulle spiagge. I turisti lombardi giunti dopo il 24 febbraio e rimasti in Liguria sono, adesso, tenuti a segnalarsi. Dopo il succedersi dei provvedimenti del governo, sulle spiagge non c’è più nessuno. L’accesso alla Baia delle Favole di Sestri Levante è chiuso“Non c’è bisogno di fare accaparramento: le scorte alimentari non sono in discussione”, ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, annunciando la chiusura dei punti vendita non essenziali. Negli ultimi giorni, la corsa agli acqusiti sembra rallentata ma qui vediamo gli scaffali dell’Ipercoop di Carasco che presentano ancora vuoti nel reparto della pasta, tipico genere da scorta. La scorsa settimana, vendite al livello di agosto.Ristoranti e bar sono chiusi da oggi, 12 marzo. Luchin a Chiavari e molti altri già avevano deciso di chiudere o si erano ridotti l’orario, a fronte di un calo di clienti che veniva quantificato attorno al 50% la scorsa settimana e molto più significativo all’inizio di questa. Ovviamente, la chiusura era comunque già giustificata dalla volontà di contenere la diffusione del contagio.Le forze dell’ordine controllano che chi si sposta lo faccia davvero per sola necessità. Occorre avere con sé il modulo diffuso dal ministero dell’Interno come autocertificazioneSi può girare soltanto per inderogabili necessità di lavoro, saute o famiglia (la spesa). Chi lo fa sta attento a mantenere le distanze e magari usa la mascherina.Negli esercizi commerciali è necessario mantenere la distanza di sicurezza di un metro tra i clienti. Alle casse i cartelli avvisano e i nastri adesivi per terra segnano le distanze. All’interno si entra in un numero adeguato agli spazi presenti. Una coda fuori dall’ingresso in via Mameli a RapalloL’entroterra non sfugge alla tendenza generale. Il Bar Torre di Calvari con le serrande abbassate prima ancora della chiusura imposta dal governo.