Arrivano le Sardine del Tigullio: convocata la prima manifestazione

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Recco. Sarà con una lieve trasferta nel Golfo Paradiso l’esordio del movimento delle Sardine del Tigullio. Appuntamento a Recco, infatti, sabato 25, come protesta verso l’amministrazione Gandolfo, che non ha rinnovato il progetto di accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati nato con la precedente giunta. La protesta è rivolta anche verso il Comune di Sori. Ecco la nota diffusa dalle Sardine:

“Succede a Recco e succede a Sori: con il cambio di amministrazione comunale i Sindaci Carlo Gandolfo e Mario Reffo hanno deciso di chiudere i centri di accoglienza dei migranti presenti sul territorio. “Verranno ricollocati”, hanno detto senza accorgersi di parlare di persone, hanno scelto di affogare i contenuti politici sotto un oceano di comunicazione vuota. Di quei contenuti non è rimasto più nulla. Lo SPRAR a Recco è attivo dal 2016 e accoglie 12 persone. A Sori dal 2015 con una disponibilità di 8 posti. Numeri del tutto sostenibili in un territorio come questo. Nel corso di questi anni i rifugiati ospitati si sono integrati in armonia con le comunità, come testimoniano le tante attività svolte insieme alla popolazione locale.

SABATO 25 GENNAIO ALLE 16.00 IN PIAZZA NICOLOSO DA RECCO, SOTTO AL COMUNE

DICIAMO NO ALLA CHIUSURA DI QUESTI CENTRI! VOGLIAMO DIRLO IN UNA PIAZZA STRETTI COME SARDINE!

Ci rivolgiamo a tutti i cittadini, giovani, anziani, famiglie chiedendo di partecipare a un flash mob, senza bandiere, senza simboli, senza partiti, ma solo umanità.

Chiediamo con forza di restare umani e di garantire la sicurezza a tutte le persone di qualunque nazionalità. Anche qui, in un territorio chiamato proprio Golfo Paradiso capace di dare accoglienza non solo ai turisti ma anche a chi oggi scappa da guerre, fame, violenza, o semplicemente per costruire una vita dignitosa.

Nel corso di questi anni i rifugiati ospitati non hanno mai creato disagi o problemi per la comunità. Intorno a loro si è creata una rete di volontari, cittadini di Recco, Sori, ma anche di Pieve Ligure,Avegno e Camogli che hanno sostenuto i processi di integrazione.

Nonostante questa esperienza sia valutata positivamente e non rappresenti un costo per i bilanci comunali i due Sindaci hanno deciso di chiuderla con motivazioni poco convincenti.

Nei due Comuni si è attivata subito una raccolta firme che ha raccolto l’adesione di centinaia di persone, confermando la sensibilità di un territorio riconosciuto per iniziative benefiche e per la numerosa presenza di associazioni di volontariato.

Grazie al sistema SPRAR le persone che fanno parte del progetto hanno la possibilità di frequentare la scuola e l’asilo, imparare l’italiano, svolgere attività utili alla comunità, oltre a frequentare tirocini e stage per l’inserimento lavorativo.

Storie positive che rischiano di essere spazzate via da un Decreto sicurezza e dalle decisioni dei Sindaci che, limitando di fatto l’utilizzo degli SPRAR, favoriscono l’utilizzo di quei sistemi di prima accoglienza tanto criticati per le condizioni igieniche precarie, l’ammassamento inumano, fino al business messo in atto da clan mafiosi e cooperative ambigue.

Vi aspettiamo in mare aperto, vi aspettiamo in piazza!”.

 

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