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Si è spento il fondatore del Latte Tigullio

Amedeo Macchiavello

Si è spento a 96 anni Amedeo Macchiavello, uomo simbolo di Santa Maria del Campo e dell’imprenditoria nel Tigullio. Il rosario sarà recitato il giorno venerdì 10 gennaio alle ore 18:30 c/o l’abitazione in Via S. Maria del Campo n. 128. I funerali si svolgeranno sabato 11 gennaio alle ore 15:45 muovendo il corteo dall’abitazione verso la Chiesa Parrocchiale di S. Maria del Campo. La sua descrizione giunge da Domenico Cianci. La riportiamo intera:

“Amedeo Macchiavello nasce a Rapallo il 14 giugno del 1924 in una famiglia contadina, piccola proprietaria terriera, con gestione diretta di frantoio per le olive. All’età di 11 anni, conseguita la licenza elementare, iniziò a lavorare duramente alternando al lavoro di ortolano il commercio all’ingrosso di frutta e verdura.

Ben presto affiorarono le attitudini di gran lavoratore ed ottimo commerciante, qualità che lo hanno contraddistinto nella Sua lunga attività lavorativa.

Dopo il periodo bellico, resosi conto dell’importanza delle infrastrutture iniziò anche l’attività di autotrasportatore sia per le esigenze legate alla propria attività che per conto terzi. Nel 1955 intuì che anche il commercio con l’estero aveva la Sua importanza e non tardò ad iniziare un fruttoso import-export, importando frutta secca e primizie ed esportando, soprattutto in Germania, prodotti di agricoltura locale. Ancora oggi molti ricordano quando i contadini portavano “sotto la baracca” rosmarino, salvia e prezzemolo, lì le donne li lavoravano e una volta caricati sui camion venivano distribuiti sui mercati di Milano, Bologna, Padova, Torino e Monaco di Baviera.

Altra fortunata intuizione fu quella del latte, infatti, nel 1953 iniziò la raccolta e distribuzione del latte nella Riviera di Levante, del tutto priva di questo servizio, acquistando in proprio una piccola attività di raccolta latte e smistamento, attività che col tempo ha dato origine a quello che oggi è il “Centro Latte Rapallo”.

A tutto questo possiamo aggiungere la totale dedizione per la famiglia alla quale non ha mai fatto mancare nulla e la dedizione al territorio, poiché una volta affermatosi dal punto di vista imprenditoriale si è contraddistinto anche per uno spiccato interesse alla crescita e allo sviluppo della Rapallo che, tra gli anni ’60 – ’70, viveva un periodo di grande sviluppo turistico. Facciamo memoria solo di alcuni momenti, nel 1965 contribuì in modo determinante alla costruzione dell’impianto di tiro a volo e di tiro al piattello, successivamente, nel 1972, donò 500 mq. di terreno per la costruzione della sezione cittadina del Tiro a Segno Nazionale, sempre nel 1972 rilevò e sanò economicamente il “Club Ippico Rapallese” riportandolo in auge tanto che per efficienza e specializzazione fu ben presto annoverato tra i migliori club ippici d’Europa, dando inizio ad una ricca stagione di concorsi ippici, lustro alla città, incrementando l’attività turistico-alberghiera.

Vennero in seguito costruiti due campi da tennis adiacenti al Club Ippico come attività complementare, per citare alcuni dei tanti interventi ludico-sportivi, che offrì alla Città, perché convinto dell’importanza socio-aggregativa dello sport.

Il Suo lavoro e la Sua vita sono stati riconosciuti anche dalla Comunità Rapallese, tanto che nel 2016 è stato insignito con il titolo “Rapallino d’oro”.

Un altro aspetto di grande rilievo, che forse più di tutti ha contraddistinto la figura del Macchiavello, è stato l’amore e la dedizione per la Chiesa che ha fatto sì che per tutta la vita non mancasse mai il Suo supporto materiale e spirituale alla Parrocchia ed alla Comunità. Tra gli interventi più significativi ricordiamo gli oneri di trasporto ed installazione delle campane della Chiesa di S. Maria ed il dono di una campana artistica in bronzo massiccio colata a mano. Si assunse, inoltre, quasi totalmente, l’onere della spesa delle colonne di marmo che guarniscono suddetta chiesa parrocchiale. Non possiamo tralasciare però, l’amore ed il lavoro dedicato al Santuario di N.S. Di Caravaggio che con un comitato ben articolato, ha restaurato e fatto rifiorire, l’antica chiesetta sita sul Monte Orsena.

Potremmo dilungarci in mille dettagli sulla poliedricità di aspetti ed eventi che hanno interessato la vita del Comm. Macchiavello ma l’evento che più di tutti lo ha messo alla prova è stato il malore del 10 novembre 2003, che dopo una lunga battaglia tra la vita e la morte lo ha costretto ad una vita ben diversa da quella che sin ad allora aveva intrapreso.

E’ certo che anche in questa prova si è distinto per prudenza e pazienza accettando con fede ciò che il buon Dio aveva in serbo per Lui.

Oggi contornato dai Suoi cari, nonno e bis nonno, con il Suo esempio, continua ad insegnare che l’esistenza va vissuta appieno in ogni sua stagione con grinta e coraggio ma, sopprattutto, con lo sguardo sempre rivolto verso l’Alto”.

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