Lavagna. L’amministrazione Mangiante si prende una riflessione, rispetto alla volontà di chiudere l’asilo nido mettendo in affitto la sua sede per un soggetto privato che si assuma l’attività. Durante il consiglio comunale di questa sera, il presidente dell’assemblea, Matteo Barbieri, ha comunicato che la pratica veniva ritirata. La riorganizzazione del nido verrà ripensata, pur nella prospettiva del pensionamento imminente di tutto il personale, per non perdere completamente il ruolo del Comune nel servizio. Soddisfatti i consiglieri di opposizione, che dichiarano la loro disponibilità a condividere un nuovo percorso, con ritorno in commissione, dove le minoranze avevano votato contro alla prima versione del testo. “Facciamo una scelta che non sia definitiva ma possa essere rivista quando finirà lo stato di dissesto”, l’invito del consigliere M5S Daniele Di Martino.
Il sindaco Mangiante ha spiegato la situazione citando il poeta ligure Chiappe: “Vorrei dirti che si sta avvicinando l’estate, invece si sta avvicinando l’inverno”. Ovvero, “lo stato di dissesto non consente nuove assunzioni. Allo stato attuale abbiamo 86 dipendenti comunali e dobbiamo scendere a 80”. Nel dettaglio del nido, “ci sono 8 operatrici, tra cui due dipendenti comunali che andranno in pensione il 31/12” ed una terza che ci andrà alla fine dell’anno scolastico. Ma perché si è ritirata la pratica? “Per trovare una formula che ci consenta una possibilità di verifica sui servizi svolti da chi si aggiudicherà l’appalto”, dice Mangiante, spiegando anche di cosa si tratti: “Oggi i numeri sono impietosi. L’asilo costa 300.000 euro l’anno e le rette danno introiti per 100.000. Quindi, si perdono 200.000 euro l’anno. Possiamo pensare ad una assegnazione in gestione con contributo di 130.000. Ci sarà comunque un risparmio”.
Il rinvio è stato votato all’unanimità.