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Bene ma…. La biblioteca vista da Officina Lavagnese e 100% Lavagna

Lavagna. Sbagliato parlare di “soluzioni velleitarie” quando ci si riferisce alle associazioni cittadine e comunque l’attività della biblioteca è ancora da implementare. Così, pur plaudendo alla soluzione di apertura con l’impiego di un detenuto del carcere di Chiavari, le opposizioni di Lavagna commentano la situazione della biblioteca Serbandini Bini. Riportiamo le note di “100% Lavagna” e “Officina Lavagnese”.

100% Lavagna: sbagliato il riferimento alle associazioni

Le Associazioni di Lavagna sono state e sono disponibili a collaborare con il Comune per il buon funzionamento della Biblioteca Civica : abbiamo elaborato e presentato un  progetto che include la partecipazione di  Scuole  e volontari  di Lavagna per rivitalizzare la Biblioteca , ponendo giuste professionalita’ nei punti chiave di una complessa organizzazione .

Grande elogio  a chi si è adoperato  per l’introduzione  di un detenuto  che permetterà  il recupero del Palazzo dei Saperi !
E’ cosa nota a tutti  che la sicurezza collettiva è garantita molto di più quando il detenuto accede alle misure alternative al carcere scontando almeno parte della condanna all’esterno piuttosto che quando gli si fanno espiare tutti gli anni di pena all’interno della struttura penitenziaria.
Unica nota stonata l’accenno ad un supposto atteggiamento velleitario di Associazioni e volontari: forse si è trattato piuttosto di una iniziale  improvvisazione da parte dell’Amministrazione comunale nell’affrontare la questione senza nessuna proposta progettuale di base: non era ipotizzabile che le Associazioni potessero autonomamente farsi carico di risolvere esaustivamente la criticità in essere, ciononostante,dopo la comunicazione dell’assessore Oneto circa la decisione  di esternalizzazione del Servizio , il volontariato cittadino si  è proposto per collaborazione sollecita, solida e concreta con lo spirito civico che lo ha sempre contraddistinto e che ora appare invece , dalle sue esternazioni sulla stampa, che si cerchi di sminuire, svilire e dimenticare .
Ora il nostro obiettivo è quello di riportare i cittadini a frequentare la biblioteca , ma per raggiungerlo occorrerà soprattutto quella passione( così viva nella passata gestione di Ivana e dei suoi collaboratori) che certamente sarà possibile con il coinvolgimento attivo di Scuole, Associazioni  e volontari della nostra città.
Buon lavoro a tutti!
Il Presidente Associazione 100% Lavagna
Claudio Lapetina

Officina Lavagnese: non ci siamo ancora

Officina Lavagnese esprime la propria soddisfazione per la riapertura della biblioteca Serbandini Bini di Lavagna. Riteniamo infatti fondamentale che venga riattivato il servizio della biblioteca come luogo di cultura disponibile alla fruizione dei giovani e di tutta la cittadinanza. Meritevole di plauso anche la scelta di assicurare un ampio orario di apertura attraverso un progetto di inclusione sociale, utilizzando la collaborazione di un detenuto della casa circondariale di Chiavari.

Purtroppo dobbiamo però sottolineare che la soluzione attuale non risponde alle esigenze ed alle aspettative della città. Limitare il servizio della biblioteca alla sola apertura e chiusura di alcune stanze e al prestito dei libri solamente a poche ore durante la settimana è decisamente ancora molto poco.

Speriamo che attraverso il bando per la ricerca di un nuovo gestore si possa riportare la nostra biblioteca al livello che aveva avuto fino a qualche anno fa, quando rappresentava un ruolo fondamentale come centro culturale per la città. Perché ciò avvenga non basta trovare soluzioni di ripiego e di basso costo per tamponare una mancanza, ma occorre un impegno deciso, comprovate competenze del gestore, collaborazioni culturali con tutte le associazioni del territorio. A questo proposito vorremmo ricordare che proprio grazie all’iniziativa di tutte le associazioni lavagnesi e delle forze di opposizione, attraverso incontri, raccolta di oltre millecinquecento firme di cittadini, mozioni in Consiglio Comunale, il problema della chiusura della biblioteca è stato portato all’attenzione della pubblica opinione. Altro che “soluzioni velleitarie”, come pare sia stato detto dall’amministrazione comunale; le associazioni lavagnesi sono state sempre in prima linea offrendo la loro disponibilità a collaborare e sicuramente lo saranno ancora in futuro.

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