Lavagna, il consiglio si infiamma su compenso del sindaco ed etica amministrativa

Lavagna. Il regolamento sugli animali (che verrà presentato nel dettaglio domani) ma soprattutto il codice etico cui ispirare l’amministrazione e gli stipendi di sindaco e assessori hanno infiammato il consiglio comunale di ieri sera, a Lavagna.

Come recita la nota della maggioranza, “su alcuni di questi il dibattito si è svolto velocemente, come per quanto riguarda l’esternalizzazione del servizio di tesoreria, del bilancio consolidato, del programma di incarichi di collaborazioni esterne, della revoca della delibera che prevedeva la vendita delle quote di ATP”.

Dibattito forte, invece, sul codice etico, con le opposizioni che proponevano di adottare formalmente la “Carta di Pisa”: “Noi proponenti avremmo sperato in un testo unico forte e condiviso con tutte le forze del Consiglio di Lavagna, Maggioranza e Opposizione, invece la maggioranza ha presentato al punto 2 un suo ODG sullo stesso tema, sicuramente più blando e meno incisivo”, commentano Aurora Pittau e Guido Stefani. Secondo la maggioranza, “il codice da noi proposto è molto più completo e presenta alcune parti fondamentali che invece mancano all’interno della Carta di Pisa che è stata adottata solamente da 34 comuni italiani, vale a dire lo 0,4 % a livello nazionale, quindi non molti”. Durissimo il consigliere 5 Stelle Daniele Di Martino, che dice: “Può sembrare argomento tecnico e noioso ma in un Comune dalla recente storia travagliata come quello di Lavagna, veder bocciati emendamenti quali: una più trasparente procedura di selezione in caso di reclutamento o promozione di personale, l’emendamento sulle nomine stralciando la parte riguardante il divieto di nomina di familiari, il divieto di assumere, nei 3 anni successivi alla fine del mandato, incarichi da privati beneficiari delle decisioni prese dagli amministratori comunali, porta a  pensare che il Sindaco ed a ruota la sua maggioranza vedano la trasparenza e l’interesse pubblico come un intralcio“.

Piuttosto, alla fine, passerà all’unanimità l’altra mozione di “Officina Lavagnese”, quella che chiedeva di esprimere solidarietà al popolo curdo attaccato dalla Turchia: “La mozione è stata votata all’unanimità ma con un emendamento concordato in cui si esprime la solidarietà a tutti i popoli oppressi e perseguitati dai conflitti e dalle tante forme di sopruso di forti contro i deboli”, spiegano Stefani e Pittau.

Di Martino si dice ancora deluso, dal canto proprio, per “la bocciatura della nostra richiesta di divieto di sperimentazione del 5G sul territorio odi Lavagna. Nell’interesse della salute dei lavagnesi abbiano chiesto che i cittadini non corrano il rischio di essere usati come cavie da laboratorio per gli esperimenti 5G”.

La maggioranza ha approvato il regolamento sugli animali: “A presentarlo è stata la Consigliera Orbolo che si è occupata di questo tema e ringrazia l’architetto Del Signore, dipendente comunale, che si è prodigata per redigere un documento esaustivo – spiega la nota della maggiorana -. Nonostante le opposizioni abbiano sottolineato alcune mancanze, il testo viene approvato con piccole modifiche”. “Un documento apprezzabile in linea di principio ma per molti aspetti vago, superficiale e non rispettoso delle esigenze di igiene del cittadino ne’ del decoro e tutela dell’ambiente”, replica il gruppo “100% Lavangna di Laura Corsi e Mario Maggi, che proseguono: “Auspichiamo per il futuro che argomenti di tale rilevanza possano essere materia di ampia discussione in Commissione dedicata”.

Sempre Maggi e corsi avevano presentato la mozione per la richiesta di riduzione degli indennizzi di assessori e sindaco. Inaccattabile, secondo il primo cittadino Mangiante, che dice: “Tali indennizzi non hanno maggiorazioni, non impattano sul dissesto e non coinvolgono riequilibri in genere. Quindi effettuare beneficenza è un fatto personale e ogni persona è giusto che si confronti con l’ente da cui riceve retribuzioni sia esso Inps o Asl o altro “.

100% Lavagna replica che “tutti i consiglieri hanno aderito già alla proposta da alcuni mesi astenendosi dall’accettare i gettoni di presenza. Il piccolo fondo che si è creato potrebbe essere destinato ad un progetto a favore di giovani in difficoltà, per un aiuto al superamento del vuoto e della disperazione che spesso li rende vittime. Il fondo rimarrà esiguo, il gesto nobile che ci aspettavamo dai nuovi Amministratori di un Comune in dissesto e quindi con poche risorse, non c’è stato”.