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Boitano passa al Gruppo Misto

Genova. E’ stato eletto con la lista civica del centro sinistra che portava il nome della candidata presidente, Raffaella Paita, la quale, ora, alla Camera, ha aderito al gruppo di Matteo Renzi. Lui, da tempo, è vociferato di vicinanza al centro destra attraverso Fratelli d’Italia e, in particolare, l’attuale assessore Gianni Berrino. Oggi, Giovanni Boitano, ex assessore regionale con Burlando ed ex segretario provinciale di Forza Italia, ha aperto la seduta del consiglio regionale annunciando la propria adesione al Gruppo Misto e quindi dismettendo la denominazione di “Liguri con Paita”. Poi, ha votato con la maggioranza contro le pregiudiziali poste da Pd e M5S.

Di seguito, riportiamo la cronaca del dibattito di questa mattina, giunta dall’ufficio stampa del consiglio regionale:

E’ iniziato il dibattito sulla Proposta di deliberazione 107 presentata da Franco Senarega (Lega Nord Liguria-Salvini) su “Abrogazione delle disposizioni sull’attribuzione dei seggi con metodo proporzionale in collegi plurinominali nell’elezione della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica”.

Prima dell’avvio della discussione Giovanni Boitano (Liguri con Paita) ha comunicato la sua adesione al Gruppo misto.

Giovanni Lunardon (Pd) ha dichiarato: «Quella che stiamo discutendo è una pagliacciata nata sul palco di Pontida perché non ha nessun fondamento di legittimità costituzionale, è una trovata propagandistica che farà perdere tempo al Consiglio e soldi ai contribuenti. Gli esperti ascoltati nella competente commissione consiliare – ha aggiunto – hanno detto che non ci sono le condizioni più elementari di ammissibilità del quesito. Tutti i referendum sulla materia elettorale – ha aggiunto – sono ammissibili solo se la legge elettorale proposta sia immediatamente applicabile, ma non è questo il caso perché, qualora fosse abrogata l’attuale quota proporzionale del Rosatellum non sarebbero normati i collegi su cui esercitare il principio maggioritario quindi è evidente che questo referendum non produce una legge applicabile immediatamente perché i collegi vanno ridisegnati. Il secondo motivo di inammissibilità, sempre secondo la norma costituzionale, è che il quesito deve essere chiaro univoco e omogeneo e, invece, non lo è». Lunardon ha quindi, annunciato la presentazione di una questione pregiudiziale e di una sospensiva.

«Questo quesito è inammissibile e illegittimo – ha concluso – perché sarebbe un sistema elettorale sbilanciato e rappresenterebbe un vulnus per la nostra democrazia».

Alice Salvatore (Mov5Stelle) ha dichiarato: «Il presidente Toti è supino alla volontà di qualcuno (Salvini, ndr) perché questa iniziativa non è pertinente agli interessi dei liguri e, con questa proposta, forze politiche con percentuali molto basse sarebbero spazzate via». Secondo il consigliere Toti «anziché coltivare gli interessi della Liguria segue qualcun altro che ha interessi contrari a quelli della nostra regione. Il quesito referendario – ha aggiunto – è illegittimo perché è un quesito manipolativo e la legge proposta non è un testo coerente, come è stato peraltro rimarcato da personalità di spicco e costituzionalisti». Secondo Salvatore la Corte Costituzionale sicuramente lo boccerà «quindi avremo sprecato del tempo e tutto al solo scopo della propaganda politica di una sola forza politica». Salvatore ha rilevato che ogni nuova legge elettorale dovrebbe essere applicata immediatamente «ma –ha detto – in questo caso non sarà così perché ci sono una serie di elementi contradditori fra cui – ha sottolineato – la cancellazione a macchia di leopardo dei seggi creando confusione». Il consigliere ha illustrato in aula il parere negativo dell’avvocato Besostri, che erano stato ascoltato nella I Commissione martedì scorso.

Gianni Pastorino (Rete a Sinistra&liberaMENTE Liguria) ha dichiarato: «Mi preoccupa il fatto che il testo è complesso e che il quesito determina poca chiarezza. Ritengo che questo aspetto dovrebbe essere oggetto delle valutazioni anche dei colleghi della maggioranza». Il consigliere ha richiamato ad una discussione più ampia sui sistemi elettorali. «Con questa proposta – ha aggiunto – saltano equilibri di carattere non tanto politici ma sociali perché la rappresentatività è legata alla fotografia che si ha di un territorio». Pastorino ha ribadito che la proposta elettorale non è applicabile: «E’ un testo pieno di refusi su cui ho presentato numerosi emendamenti e presenterà un pessimo risultato. Se questa legge passasse ognuno di noi ha la certezza – ha concluso – che saremmo un paese bloccato perché non è immediatamente applicabile e richiamo i colleghi di maggioranza a questa riflessione»…

Sergio Rossetti (Pd) ha annunciato la propria contrarietà alla proposta che ha definito “porcellum bis” in quanto introduce una serie di rischi. Il consigliere ha rilevato che non è possibile proporre ai cittadini un solo quesito che, in realtà, riguarda Camera e Senato: «La proposta doveva prevedere due quesiti e non uno e il cittadino deve rispondere allo stesso modo su un quesito che riguarda due cose diverse». Rossetti ha sottolineato la non applicabilità immediata della legge e il rischio che sia bocciata dalla Corte Costituzionale. «E’ una proposta sbagliata sotto il profilo istituzionale – ha concluso – è una strumentalizzazione politica e considero svilente e offensivo, per la dignità del Consiglio, sostenere in quest’aula la campagna elettorale di Salvini. Questa proposta fa male alle istituzioni».

Il presidente della giunta Giovanni Toti è intervenuto nel dibattito: «Non voglio mettere il dubbio gli illustri pareri tecnici che hanno presentato gli esponenti dell’opposizione in quest’aula, quando tutti noi sappiamo che talvolta tecniche politiche in temi così importanti dal punto di vista del diritto e della politica vanno confondendosi». Il presidente ha aggiunto: «Vorrei rassicurare tutti: non sarà il Consiglio regionale della Liguria a decidere la costituzionalità o meno della legge, ma passerà almeno due vagli giurisdizionali importanti: quello della Corte di Cassazione e quello della Corte Costituzionale». Toti ha ricordato che lo stesso identico testo è stato votato dai Consigli regionali della Lombardia, del Veneto, della Sardegna: «Stiamo parlando di Consigli regionali che rappresentano molti milioni di cittadini di questo Paese, sono persone che hanno avuto la fiducia degli elettori e hanno una maggioranza che li sostiene. Quindi un minimo più di decoro istituzionale, in un dibattito che riguarda la nostra Carta fondamentale e una legge elettorale, penso che sarebbe d’uopo». E ha sottolineato: «Dal punto di vista della presidenza, ho chiarito che su questo tema non c’era un vincolo di maggioranza, non facendo parte del programma di governo ma, per quanto mi riguarda, lo sostengo convintamente. E mi stupisce – ha aggiunto – che alcuni partiti, come il Partito Democratico, che nascono con uno spirito maggioritario oggi si trasformino in qualche cosa che assomiglia un po’ a una melassa proporzionalista più atta a giustificare scelte politiche fatte che non la possibilità di governare il Paese». Toti ha concluso: «Quanto alle ore che dedico alla Regione Liguria credo di dedicare, in una settimana, quelle che lei (Salvatore (ndr) dedica in un anno».

 

No alle pregiudiziali sulla Proposta di deliberazione 107

Con 17 voti contrari (maggioranza di Centro destra e Giovanni Boitano del Gruppo misto) e 11 a favore (minoranza) sono state respinte le due questioni di pregiudiziale, che intendevano impedire la trattazione del provvedimento ed erano state presentate dal Pd e dal Movimento5Stelle

 

No alla sospensiva sulla Proposta di deliberazione 107

Con 17 voti contrari (maggioranza di Centro destra e Giovanni Boitano del Gruppo misto) e 12 a favore (minoranza) sono state respinte le due richieste di sospensiva che erano state presentate dal Pd e dal Movimento5Stelle per rinviare la trattazione del provvedimento.

Dibattito prima della votazione

Valter Ferrando ha illustrato la sospensiva: «Questo testo è stato licenziato in tempi stretti e non ha permesso una trattazione con tempi adeguati che sarebbero necessari per l’importanza del tema affrontato».. Secondo Ferrando la Carta costituzionale è “attentata” da Salvini e Calderoli.

Alice Salvatore (Mov5Stelle) ha illustrato la sospensiva e ha espresso perplessità per il fatto che il quesito referendario, dopo avere ottenuto voto contrario nella competente commissione consiliare, è stato comunque subito inserito all’ordine del giorno dell’Assemblea legislativa. E ha sottolineato che mancano anche alcuni aspetti formali

Augusto Sartori (FdI) ha dichiarato: «E’ evidente come questa nazione soffre di un problema di governabilità e quindi privilegiare un sistema maggioritario è una garanzia di maggiore governabilità. Le preoccupazioni di scarsa democrazia espresse questa mattina – ha aggiunto – sarebbero da spostare nel campo avverso» e ha fatto riferimento alla consultazione di 60 mila persone fatta dal Movimento5Stelle, attraverso la piattaforma Rousseau, prima della recente alleanza di governo con il Pd e Leu.

Mauro Righello (Pd) ha dichiarato: «Propongo una riflessione perché non capisco l’urgenza di questa provvedimento in quanto non ci sono elezioni politiche imminenti. Questa forzatura, dunque, è legata indubbiamente alla propaganda di un movimento politico».

Marco De Ferrari ha ricordato: «Il provvedimento è stato bocciato in I Commissione nemmeno 48 ore fa ed è una anomalia averlo portato subito in Consiglio». Il consigliere, dunque, ha sostenuto le ragioni della sospensiva e ha accusato la giunta di arroganza. «La richiesta di sospensiva – ha detto – intende fare chiarezza».

Francesco Battistini (Rete a Sinistra&liberaMENTE Liguria) ha ribadito: «La maggioranza con questa discussione inutile e spreca i soldi dei contribuenti in quanto il quesito è inammissibile da un punto di vista costituzionale». Il consigliere ha chiesto di potere aggiungere la propria firma alle due richieste di sospensiva e alle pregiudiziali.

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