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Alleanza per le telecamere: parlano Di Capua, Mangiante, Casaretto, Centanaro e Rossi

Chiavari. Si è tenuto, oggi, in Comune a Chiavari, un incontro tra i sindaci, e relativi tecnici comunali, di Chiavari, Carasco, Leivi, Lavagna e Cogorno per discutere il progetto di collegamento ed integrazione dei sistemi di sorveglianza territoriale finanziato dal Ministero dell’Interno e da Regione Liguria.

Tale bando, in scadenza ad ottobre, prevede un finanziamento di 60 mila euro per l’attuazione di una progressiva integrazione operativa tra le polizie locali dei comuni interessati. Il fine è ottenere economie di scala nella gestione complessiva delle funzioni della Polizia che consentano come risultato finale un maggior presidio sul territorio. Una sala operativa unica verrà messa a disposizione dal Comune di Chiavari nel quale gli altri cinque enti coinvolti potranno far convergere tutti i mezzi e le attrezzature relative all’impianto di videosorveglianza. Altro aspetto rilevante sarà l’acquisizione di telecamere mobili (dalle foto trappola, bash cam e body cam) da collocare, a seconda delle necessità, nei punti individuati.

Dichiara Marco Di Capua, primo cittadino di Chiavari: «Questa mattina ho convocato un tavolo tecnico con i quattro comuni della piana dell’Entella. Abbiamo fatto il punto su come sfruttare l’opportunità di finanziamento del Ministero dell’Interno, tramite Regione Liguria, per i comuni superiori ai 15 mila abitanti con lo scopo di potenziare la sicurezza integrata tra due o più enti. La riunione di questa mattina è servita come momento d’incontro e discussione per valutare gli aspetti tecnici, le criticità e le richieste relative ad ogni comune, fibra ottica o ponte radio, per garantire la sicurezza di un territorio che conta oltre 50 mila abitanti. Chiavari in questo progetto svolge il ruolo di comune capofila: la centrale operativa andrà a gestire circa 600 telecamere».

«Il progetto che abbiamo discusso stamattina prevede un’integrazione tra cinque comuni della piana dell’Entella per quanto riguarda il sistema di sicurezza tramite l’utilizzo di impianti di videosorveglianza. Lavagna riesce quindi a mettere a sistema un importante finanziamento che ha appena ricevuto dal Ministero dell’Interno, oltre 240 mila euro, consentendo così la realizzazione di una centrale unica in grado di offrire sicurezza e tranquillità a tutte le persone che frequentano il comprensorio». Sottolinea il sindaco di Lavagna, Gian Alberto Mangiante.

«E’ un progetto molto importante per Cogorno, garantire la sicurezza dei nostri cittadini è un dovere. Il nostro territorio è molto vasto, nella parte a valle del comune l’impianto di videosorveglianza è da potenziare insieme agli altri enti, ma allo stesso tempo sarà necessario implementare anche la sicurezza nella zona collinare, attualmente collegata solo con ponte radio. E’ una tematica di rilievo vista la scarsità di personale disponibile per presidiare l’intero territorio comunale: quindi sicuramente un alleggerimento della mole di lavoro per i dipendenti ma anche un potenziamento generale del servizio per il nostro ente». Evidenzia il consigliere comunale di Cogorno, Andrea Rossi.

«Ringrazio il sindaco Di Capua per l’invito – interviene Vittorio Centanaro, sindaco di Leivi – Finalmente ho visto i cinque comuni uniti ad un tavolo di lavoro su un progetto che deve obbligatoriamente essere condiviso, trattandosi di argomenti delicatissimi, davvero importanti, come sono quelli relativi alla sicurezza dei cittadini. Ogni territorio comunale presenta diverse criticità soprattutto per le zone collinari dove la fibra non è ancora presente. Per il momento la nostra volontà è stata espressa in maniera chiara, rafforzare il software che collegherà i comuni e andare celermente verso la conclusione di questo progetto per attingere al finanziamento».

Chiude il sindaco di Carasco, Massimo Casaretto: «Ci prefiggiamo di portare le informazioni che riceviamo nel nostro software direttamente alla centrale operativa di Chiavari, in quanto il nostro è un comune piccolo, con poco personale, e certi dati è giusto che vengano rilevati dal comune capofila dando la possibilità a Carasco di concentrarsi su altri interventi».

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