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“Spiagge sicure” a Lavagna: sequestri e denunce ai venditori ambulanti. I numeri dell’operazione

Lavagna. Sono un centinaio, più o meno, i capi che sono stati sequestrati ai venditori ambulanti non autorizzati, sul lungomare di Lavagna, tra abbigliamento, maglie, giacche e pantaloni, più gli accessori, dagli occhiali da sole a cinture, cappelli, zaini, portachiavi. E’ il bilancio dell’operazione “Spiagge sicure”, cui il Comune di Lavagna ha dato corso con uno specifico (non utilizzabile per altre finalità) finanziamento del Ministero dell’Interno. Il bilancio provvisorio è stato riferito. Oggi dal comandante della polizia municipale, Matteo Mantero: ci sono anche quindici sanzioni amministrative pecuniarie elevate, da 2.500 a 15mila euro, tre notizie di reato per merce presunta contraffatta e una per irregolarità rispetto alla legge sull’immigrazione.

Il servizio è affidato all’organizzazione di vigilanza privata “La Pantera SRL” di Genova, che opera affiancata dalla polizia municipale, laddove, in particolare, il coordinamento è affidato all’ispettore capo Emanuele Vasamì. Proseguirà sino al 15 settembre ma l’amministrazione comunale esprime l’intenzione di ripetere l’operazione nell’estate 2020, se ci saranno le risorse.

Il contributo ricevuto è di 42mila euro: «Non potevamo assumere agenti, neppure a tempo determinato, come ha fatto ad esempio la vicina amministrazione comunale di Sestri Levante, a causa del blocco delle assunzioni, per il dissesto», spiega Stefano Piazze, consigliere comunale con delega alla sicurezza.

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