Collezione Parma Gemma, il Comune di Casarza Ligure impegnato a realizzare un museo pubblico

Casarza Ligure. Dopo l’approvazione in consiglio regionale, di un ordine del giorno di Claudio Muzio che ha impegnato la giunta Toti a sostenere il percorso di conservazione e valorizzazione della collezione mineralogica Parma Gemma, il Comune di Casarza Ligure ribadisce la propria intenzione di voler dar vita ad un museo che renda fruibile al pubblico la parte della collezione, affidatagli dagli eredi del Cavaliere Angelo Stagnaro, fondatore del Parma Gemma.
“Dopo la morte di Angelo Stagnaro l’amministrazione, consapevole della volontà da lui più volte espressa di mantenere sul nostro territorio il patrimonio storico e scientifico rappresentato dalla collezione, si è adoperata attivamente in questa direzione con i legittimi eredi e quindi proprietari del Parma Gemma, che si sono dimostrati da subito disponibili, spiegano il sindaco Giovanni Stagnaro, l’assessore alla cultura Mirella Biasotti e Marica Casavola, consigliere comunale con delega alla promozione del territorio.
“Anche in esito a questa iniziativa della nostra amministrazione la ricchissima collezione è stata suddivisa con un lascito al Comune di Casarza Ligure per ciò che attiene ai minerali e alle mineralizzazioni caratteristiche del distretto minerario delle Valli Gromolo, Graveglia e Petronio e più in generale delle ofioliti della Liguria Orientale, e al Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e della Vita dell’Università di Genova per ciò che attiene ai minerali di interesse scientifico, collezionistico e didattico.
Il Comune di Casarza  ha quindi sottoscritto una convenzione con il professor Pietro Marescotti del DISTAV e con il professor Gerardo Brancucci del Dipartimento Architettura e Design della Scuola Politecnica dell’Ateneo genovese, per censire la collezione ed individuare, di concerto con i professori Cristina Carbone e Donato Belmonte, quali fossero i minerali di interesse per il Comune e quali quelli di interesse per le collezioni del DISTAV.
Il mastodontico lavoro è stato in pochi mesi portato a termine ed ora il Comune ha a disposizione circa 250 campioni con i quali poter allestire un polo museale. Tale operazione, richiederà un finanziamento ad hoc per lo sviluppo di un progetto ambizioso, che potrebbe fare di Casarza Ligure un polo per la rivalutazione del patrimonio culturale, storico e scientifico collegato alla secolare storia mineraria dell’entroterra della Liguria di Levante”.