“Salviamo la biblioteca di Lavagna con il reddito di cittadinanza”

Lavagna. Dopo la riunione con le associazioni di ieri mattina, che potrebbe essere aggiornata a mercoledì, sulla questione della biblioteca di Lavagna, che da domani sarà chiusa al pubblico, intervien il consigliere comunale del MoVimento 5 Stelle, Daniele Di Martino:

“La ovvia e giustificata riduzione del personale adoperata dai Commissari ha dimostrato che l’ordinaria amministrazione può essere affrontata con molti meno dipendenti di quelli in essere fino a qualche anno fa, quando scelte politiche scellerate hanno creato un debito economico e morale che ancora oggi noi tutti paghiamo. Adesso la giunta in carica deve prendere una importante decisione: la cultura in questo paese, soprattutto in questa città, deve essere ordinaria o straordinaria?

La ventilata ipotesi di chiusura della biblioteca, indiscusso fiore all’occhiello di Lavagna, non solo deve preoccupare, ma darebbe un segnale di sconfitta del territorio che Lavagna oggi non si può permettere. Abbiamo come Movimento 5 Stelle nazionale, tramite il reddito di cittadinanza, strutturato la possibilità di utilizzare le persone in cerca di impiego in casi proprio come questo. È una possibilità che sarà disponibile a breve. Il presidente regionale di Aib (Associazione Italiana Biblioteche), il sig. Langella, si è reso immediatamente disponibile a formare i nuovi dipendenti che andrebbero assegnati alla biblioteca.
Come Movimento 5 Stelle diamo la piena disponibilità ad aiutare a trovare una soluzione che permetta di far andare avanti un servizio da noi considerato essenziale, primario per lo studio di ragazzi ed adolescenti nel loro percorso formativo, ed altrettanto primario ne contesto della terza età, fascia non protetta abbastanza su molti fronti.
Il senso civico di un territorio nasce anche e soprattutto nelle biblioteche di tutto il mondo. Può dunque essere proprio Lavagna l’esempio di come invece vi potrebbe morire? Specialmente su un territorio dove quotidianamente se ne denota già grave mancanza.
Abbiamo visto la buona volontà della giunta, tramite l’incontro, a trovare una soluzione anche con l’aiuto dei privati. Apprezziamo lo sforzo, ma può un Comune scaricare su volontari o privati dei servizi essenziali?
Le tasse che paghiamo dovrebbero garantire almeno l’indispensabile ed è dovere del primo cittadino tutelare i suoi concittadini, anche in questa circostanza. Ci auguriamo che la buona volontà volontà si tramuti in fatti concreti e significativi, perché non si può tacere davanti ad un atto così grave”.