Genova. Così come il Comune di Lavagna, la Regione era parte civile nel processo di primo grado seguente l’inchiesta “Conti di Lavagna” sulla presenza della malavita in città. Della somma che verrà introitata come provvisionale si è parlato nel consiglio regionale di questa mattina.
Alice Salvatore (Mov5Stelle) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta dai colleghi del gruppo, in merito alla sentenza del Tribunale di Genova nel processo “I Conti di Lavagna”, che ha riconosciuto alla Regione una provvisionale immediatamente esecutiva pari a 300 mila euro. Salvatore ha chiesto a quale voce del bilancio di previsione per gli anni finanziari 2019-2021 saranno destinate le somme liquidate per promuovere iniziative legate agli obiettivi della legge regionale 5 marzo 2012, n. 7, “Iniziative regionali per la prevenzione del crimine organizzato e mafioso e per la promozione della cultura della legalità”.
L’assessore alla sicurezza Sonia Viale ha spiegato che la cifra, appena sarà disponibile, verrà inserita in un apposito capitolo di bilancio. Viale ha illustrato nel dettaglio le azioni previste nella legge regionale 7 del 2012 per il contrasto al fenomeno mafioso e per la diffusione della cultura della legalità. «Queste risorse – ha detto – potrebbero essere utilmente investite sui giovani con progetti a favore della legalità nelle scuole. Ne abbiamo parlato due settimane fa nella riunione del Tavolo della legalità e ne riparleremo nella prossima convocazione a settembre».
Commenta Fabio Tosi, anch’egli consigliere regionale pentastellato: “Cominciamo a raccogliere i frutti delle nostre battaglie: la modifica alla legge regionale che ha fatto sì che Regione si potesse costituire parte civile nel processo ‘I Conti di Lavagna’, e che quindi le venisse riconosciuta una provvisionale pari a 300.000 euro, è il punto di arrivo di un impegno che come MoVimento 5 Stelle Liguria abbiamo tenacemente perseguito in Consiglio regionale. Legge (quella dell’8 febbraio 2017, n. 3) che all’art. 19, comma 1 prevede l’obbligo della Regione di costituirsi parte civile in tutti quei procedimenti penali, relativi a fatti commessi nel territorio della regione, in cui sia stato emesso decreto che dispone il giudizio o decreto di citazione a giudizio contenente imputazioni per associazione di stampo mafioso. La modifica si era resa doverosa in quanto Regione Liguria non aveva recepito la normativa rivisitata dalla Commissione antimafia del 2014 – prosegue Tosi – Come M5S ci avevamo fin da subito messo la faccia e ora, proprio in virtù della mia proposta votata all’unanimità e poi divenuta legge regionale, l’istituzione Regione Liguria si è dovuta costituire parte civile nel processo ‘I Conti di Lavagna’. Apprendere ora che i fondi che le sono stati riconosciuti serviranno a promuovere la cultura della legalità nelle scuole tra i giovani è la migliore ricompensa per il lavoro svolto”.