VIA DELLA SETA, MA IN FONTANABUONA LA CINA SCOPRE LA VIA DELL’ARDESIA
Nel secolo scorso, la Val Fontanabuona conobbe grandi fortune con l’ardesia. La pietra nera, anzi, l’oro nero di Liguria. Il passato remoto è d’obbligo. Oggi l’ardesia che gira per il mondo è brasiliana, ma soprattutto cinese. Con una curiosità: i cinesi hanno imparato a produrla lavorando impasti di pietre similari. Come? semplicemente realizzando nuove catene di lavorazione dopo aver copiato, negli anni, attrezzature acquistate tramite rottamatori da diversi imprenditori locali che credevano di aver vendute come ferrovecchio. No, sorpresa: dietro quegli acquisti c’erano invece aziende cinesi che lanciarono sui mercati mondiali la Via dell’ardesia prima della Via della Seta. Ma è questo solo un (clamoroso) episodio che ha contribuito ad affondare l’ardesia della Val Fontanabuona. Il carico ce lo hanno messo anni di mancata promozione dell’ardesia in ambito regionale ed europeo, senza neppure una legge fatta come si deve, che imponesse l’impiego di ardesia nella copertura dei tetti delle case. Niente di tutto questo. C’è mancato poco, se non l’avesse salvato il Museo dell’Ardesia di Cicagna, che finisse al macero anche il biliardo, con il tavolo rigorosamente di ardesia- realizzato in Val Fontanabuona per il “Il colore dei soldi”, che nel 1986 fece vincere l’Oscar a Paul Newman, protagonista, insieme con Tom Cruise, del film diretto da Martin Scorsese.
Oggi, il settore ardesiaco della Val Fontanabuona si salva( si fa per dire)
grazie a un pugno di tenaci imprenditori che cerca di resistere, magari lavorando anche il marmo di Carrara e producendo lavagne e oggettistica esportata in tutto il mondo.
E gli esperti, gli economisti, i politici che per anni hanno giurato di lavorare e difendere l’ardesia fontanina dove sono finiti? Dietro la lavagna.