Si è svolta questa mattina, a Rovegno, pochi giorni dopo l’avvio della causa di beatificazione, la cerimonia in ricordo di Aldo Gastaldi, il capo partigiano “Bisagno”, con inaugurazione della statua che gli era stata tributata nel 1968 e oggi è stata restaurata.
A rappresentare la Regione era il consigliere Claudio Muzio, che dichiara: «E’ per me un onore essere qui davanti al monumento che ricorda uno dei più importanti protagonisti della Resistenza in Italia» Il consigliere segretario sottolinea, quest’anno, una recente e significativa novità che arricchisce il significato della cerimonia: l’avvio da parte del cardinale Angelo Bagnasco del processo di beatificazione del capo della divisione “Cichero”: «L’avvio della causa di beatificazione è la conferma del contributo fondamentale fornito dai cattolici e dalla Chiesa alla Resistenza. La fedeltà ai principi di libertà e di amor patrio e la dedizione al bene e al rispetto della dignità umana furono la stella polare dell’azione di Bisagno e, anche grazie al suo esempio, di tanti cattolici e di tanti sacerdoti. Aldo Gastaldi fu coraggioso testimone, in mezzo alla guerra, di una fede vissuta come impegno totale per il bene. Egli – conclude Muzio – è uno degli esempi più belli di una religiosità che diventa impegno civile e sociale».
Presente anche Giovanni Boitano, anch’egli consigliere regionale, che dice: “La figura e il valore di Bisagno sono tutt’ora vive nelle nostre vallate – afferma Boitano – da quando nell’inverno del 1943 insieme ad altri partigiani nel casone della Val Cichero sulle pendici del monte Ramaceto diede vita alla divisione Cichero. Bisagno si è sempre battuto – conclude Boitano – contro la politicizzazione della divisione e delle formazioni partigiani, anche oggi il suo ricordo deve essere un’occasione per unire nel segno della libertà e democrazia”.
